Dibattito Rajoy-Zapatero: appunti, prime impressioni
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Scritto da Gabriele alle 07:34 3 commenti
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Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica.DENUNCIAMO:
- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;
- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;
- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;
- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;
- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano;
- il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.
MANIFESTIAMO:
- contro ogni integralismo e fondamentalismo,
- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,
- per l’autodeterminazione delle donne,
- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,
- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una materità libera e consapevole,
- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,
- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale,
- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,
- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,
- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico.
NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE
ROMA 9 FEBBRAIO 2008
Coordinamento Facciamo Breccia (info, adesioni)
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NOUS DÉNONÇONS:
- les politiques familialistes, sécuritaires et prohibitionnistes qui imposent une vision morale prédéterminée, refusent l’autodétermination des corps et des styles de vie et bradent les droits de citoyenneté ;
- le désaveu de la Résistance et de l’antifascisme, la relecture idéologique de l’histoire, évidente dans la dernière encyclique papale et dans la transformation des kapos fascistes et franquistes en martyrs;
- les attaques menées contre l’autodétermination et les mouvements de libération des femmes, gay, lesbiennes, trans, migrant-e-s et de tou-te-s les sujet-e-s non conformes à travers un projet politique d’incitation à la haine qui alimente les discriminations et les violences fascistes;
- la connivence entre la classe politique et la classe ecclésiastique dans la défense des privilèges et dans la régression des droits individuels;
- le rétrécissement croissant des espaces de laïcité et la criminalisation des non-croyant-e-s et des mouvements qui s’opposent à la surpuissance du Vatican;
- le projet hégémonique du Vatican allié au système néolibéral et à la domination patriarcale.
NOUS MANIFESTERONS:
- contre tous les intégrismes et tous les fondamentalismes ;
- contre les ententes politiques sur les corps et sur les droits ;
- pour l’autodétermination des femmes;
- pour les droits et la pleine citoyenneté des lesbiennes, des trans et des gays ;
- pour l’élimination de lois idéologiques dictées par le Vatican et l’abolition de la loi 40 sur la procréation médicalement assistée (qui interdit à toute femme non hétérosexuelle et non mariée d’y recourir), pour une maternité libre et consciente;
- pour la mise en oeuvre d’un dispositif anti-homophobie et anti-discriminations qui exclue toute logique sécuritaire;
- pour la liberté de choisir en toute responsabilité, en toute circonstance et toute phase de la vie ;
- pour une instruction publique et laïque; pour l’abolition de l’heure obligatoire de religion à l’école et la suppression des subventions d’État aux écoles confessionnelles ;
- pour un système de santé vraiment public et laïque;
- pour la défense d’un État social qui réponde aux besoins réels des individu-e-s ;
- pour l’abolition du Concordat et des privilèges qui en découlent (exemption de la taxe foncière, reversement auVatican de 0,8% des impôts perçus par l’État italien) défendus de manière outrancière par le gouvernement et l’opposition, au bénéfice d’un potentat économique.
ROME 9 FÉVRIER 2008
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Categorie: Papeide

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Categorie: Diario
Ti piace questo post? Votalo su OkNotizieScritto da Gabriele alle 18:38 3 commenti
Giovedì 27 dicembre. La sveglia suonerà solo alle 7,30, ma è una notte un po’ agitata, io e Staou ci risvegliamo a più riprese. Usciamo di casa un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, prendiamo la metropolitana per arrivare a Porte Maillot, dove facciamo appena in tempo a fare il biglietto e salire sulla navetta per l’aeroporto di Beauvais. Durante tutto il tragitto (un’ora e mezza circa) non faccio che pensare alla poposta di M., giunta inaspettatamente qualche giorno fa. È al tempo stesso il migliore e il peggiore momento per prendere una decisione di tale importanza. Tuttavia mi sento stranamente ottimista e comincio già a fantasticare sul progetto e sui contenuti che vorrei avesse. Ancora sulla corriera, penso che i primi giorni di gennaio saranno importanti, che dovrò risentire M. e prendere con lui una decisione definitiva. Intanto Staou ascolta musica con il lettore mp3. È contento e mi sorride spesso.
In aereo tento di concentrarmi sulla traduzione, nonostante le turbolenze che di tanto in tanto si fanno sentire. Ma l’atterraggio all’aeroporto di Girona arriva presto e già scendendo la scaletta e guardandomi intorno, mi sembra di essermi lasciato alle spalle il grigio e il freddo degli ultimi giorni a Parigi. Abbracciamo J. che è venuto a prenderci. Mentre andiamo in macchina a B., il paese dove vive insieme al suo compagno T., osservo il paesaggio e mi riempio gli occhi dei colori dell’inverno. Penso che sole e tanta natura siano esattamente ciò di cui ora ho bisogno, e questo viaggio comincia sotto i migliori auspici. Il pranzo a B. è una delizia e tra i piatti spicca l’oca alle mandorle e alle rape (in castigliano rapa si dice nabo, che è anche il nome non propriamente scientifico che si dà all’organo sessuale maschile. Dopo la breve spiegazione, battute e risate). Ancor più piacevole, però, è l’affetto di cui questi amici carissimi sanno circondarci. Ogni volta, venire qui per noi significa ricaricarsi psicologicamente e distendersi al tempo stesso, lontano dalle frenesie parigine. Ci vogliono un gran bene e lo fanno sentire a ogni gesto. “Sono molto contento che siate qui”, dice a un certo punto T. Un sentimento ricambiato.
Il pomeriggio lo passiamo a fare un po’ di spesa: mangime per le loro galline e dolci per la famiglia di Staou, che vedremo domani. Andiamo anche a F., a cercare delle improbabili lenzuola di seta “alla Falcon Crest”, che alcuni loro amici gradirebbero ricevere come regalo. Mi diverte molto vedere le reazioni dei negozianti alla strampalata richiesta. Uno di loro afferma che “sono passate di moda”... In effetti: da quanto tempo non va più in onda Falcon Crest?
In macchina racconto in breve i miei ultimi mesi e troviamo anche il tempo di accennare alla situazione politica spagnola. Le elezioni si avvicinano e la vittoria di Zapatero è tutt’altro che scontata. Per come la vedono loro, la strategia della destra spagnola, in quest’ultimo periodo, è quella di un’opposizione relativamente tranquilla, dopo anni di critiche feroci e martellanti al governo socialista. Due sembrano essere i temi che possono influenzare maggiormente l’esito delle prossime elezioni: la politica istituzionale nei confronti dell’ETA, dopo il fallimento delle trattative, e l’atteggiamento del governo verso le regioni autonome, dopo che al recente referendum sul nuovo statuto catalano hanno partecipato pochissimi elettori. Secondo la loro previsione allo stato attuale delle cose, i socialisti perderanno voti ma saranno ugualmente chiamati a un governo di coalizione, vista l’indisponibilità degli altri partiti ad allearsi con il PP che fu di Aznar ed ora è nelle mani di Mariano Rajoy.
La sera, intorno a una tisana, commentiamo distrattamente alcuni srvizi della rivista gay e lesbica Zero e discutiamo ancora una volta della monarchia spagnola. Felipe regnerà, ma secondo T. sarà lui l’ultimo re di Spagna, visto il crescente sentimento antimonarchico di una parte della popolazione. J. invece pensa che gli avversari della monarchia non siano cresciuti di numero: se prima erano repubblicani, ora sono semplicemente antimonarchici, ma il risultato non cambia; l’immagine del re, secondo lui, non si è realmente appannata, anche se è vero che certe esibizioni di sfarzo che la corte non disdegna, vengono digerite con sempre maggiore difficoltà.
Il menù della cena prevede invece un dialogo molto sincero e sentito sulla sessualità, la loro e la nostra. Ho la sensazione netta che la nostra amicizia si stia approfondendo e arricchendo e che la fiducia reciproca sia grande. Sto bene. Me ne vado a dormire sereno. (Continua)
Via di qua (diario della fine): 2, 3.
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Un gran senso di nausea. È ciò che si prova leggendo certe coraggiose inchieste (ancora grazie ad Anelli per la segnalazione) come quella di Davide Varì, giornalista di Liberazione, che ha indagato sui cosiddetti guaritori dei gay: si tratta di sedicenti psicoterapeuti i quali considerano ancora l’omosessualità come una malattia, da curare magari con qualche giro in bicicletta. Non siamo ai riti magici nelle notti di luna piena, ma poco ci manca. Il tutto in uno strettissimo legame con la Chiesa cattolica e le sue gerarchie, manco a dirlo. Se ancora non ne avete sentito parlare, cliccate sul link qui sopra e vomitiamo insieme.
È un’inchiesta da leggere per almeno due motivi: intanto perché mostra a quale violenza psicologica possono essere esposti gli omosessuali, soprattutto quelli più vulnerabili come gli adolescenti (in una frase che per me vale da sola tutta l’inchiesta, Varì scrive: “Per la prima volta, in un certo senso, vivo sulla mia pelle la forza e la violenza del condizionamento sociale e culturale che vivono i gay”); e poi perché in questo clima natalizio, buonista, melenso e familista, rinforzato puntualmente dalle solite papate, il pezzo di Varì ci permette di spazzar via d’un colpo l’ipocrisia del “tutto sommato state bene, di che vi lamentate?” e di mostrare che c’è chi opera alacremente perché il Medioevo ritorni in auge.
Io ovviamente spero che sapremo sconfiggerli ed è questo il più bell’augurio che ci possiamo fare, credo, per l’anno che viene. Qualche stimolo davvero interessante per le lotte che si preparano mi è giunto qualche giorno fa, per me inaspettatamente, dagli Stati Uniti. Sto preparando la traduzione di un testo da mettere presto in linea, nella speranza che anche voi possiate trovarvi qualche spunto utile.
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Categorie: Omofobia
Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso.