Il mio intervento alla trasmissione Flash Beat su Radio Flash. Conduce Marina Paganotto. La marcia notturna organizzata a Parigi (e a Bologna) da un collettivo femminista e lesbico, contro la violenza sulle donne.
Il mio intervento alla trasmissione Flash Beat su Radio Flash. Conduce Marina Paganotto, ospite in studio Roberta Padovano del Circolo Maurice di Torino. Un commento alle ultime statistiche sui PaCS francesi.
A Roma e a Milano si sono svolte questa sera, quasi contemporaneamente, due manifestazioni organizzate dal movimento glbt italiano nell’ambito dello “stato di agitazione permanente” proclamato da tutte le associazioni per rivendicare una legge decente in materia di PaCS. Speriamo di avere presto da romani e milanesi qualche cronaca su come è andata questa mobilitazione che è soltanto la prima di una serie di iniziative che culmineranno il 10 marzo con una nuova manifestazione a Roma, e il 9 giugno con il Pride nazionale, sempre nella capitale.Nell’attesa, vi propongo una sintesi della conferenza stampa tenuta a Montecitorio il 24 gennaio per annunciare l’inizio dell’“agitazione permanente”. Erano presenti: Carlo Bolino (Arcigay), Titti De Simone (Rifondazione Comunista), Enrico Giordani (CoMoG), Franco Grillini (DS), Francesca Grossi (Arcilesbica Roma), Luca Liguoro (Rosa Arcobaleno), Vladimir Luxuria (Rifondazione Comunista), Andrea Maccarone (Circolo Mario Mieli), Giorgio Morelli (Di’ Gay Project), Paolo Sordini (gruppo PESCE).
Mi sarebbe piaciuto scrivere un post sull’eventuale nesso tra liberazione sessuale e pace, sull’opposizione al conflitto tra Israele e Palestina e sul ruolo che possono giocare i/le militanti del nostro movimento da quelle parti. Sfortunatamente non ho avuto il tempo di farlo. Tuttavia conservo la registrazione di un’intervista a Cristian Lo Iacono che, il 10 giugno 2003, si è recato in Israele e in Palestina con un gruppo di ragazze e di ragazzi denominato Queer for peace, e che proprio di questo mi ha parlato. Ve la propongo perché mi pare che non sia mai stata tanto d’attualità come in questo momento. Buon ascolto.
[Helena Velena, La canzone di Queer for peace, scaricabile dal sito di Queer for peace; Jerusalem World Pride refrain, scaricabile dal sito del World Pride di Gerusalemme] [Sottofondo: Black Adam, Tossing dice e DJ Stylez, Arabian mami, licenza CC su podsafe music network. Effetti (aeroporto, citta' , automobile) a partire da files audio di LS, Blackstrobe, Dobroide e Jascha, licenza CC su freesoundproject] [Grazie a: Alessandro Avellis]
Ottobre 2005. Il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy dichiara di voler ripulire le periferie dalla feccia. Due ragazzi muoiono folgorati durante un inseguimento delle forze dell’ordine. Per alcuni giorni, le banlieue francesi s’infiammano. Per capirci qualcosa di più, decido di sentire l’opinione di una persona che vive e lavora in una delle periferie calde, a Aulnay-sous-Bois, vicino a Parigi. È Sérénade Chafik, femminista, scrittrice, consigliera familiare. Con lei registro, all’inizio di novembre dello scorso anno, l’intervista che oggi vi propongo. A risentirlo adesso, sembra che il colloquio con Sérénade non sia invecchiato neanche un po’. I media, infatti, una volta esauriti tutti gli anniversari (i due morti, il primo incendio, la prima rivolta in questa o quella città), volgeranno la loro attenzione altrove; i problemi nelle banlieue, purtroppo, resteranno gli stessi. Quali sono e come affrontarli senza demagogia e strumentalizzazioni? Con Sérénade cerchiamo di abbozzare qualche risposta...
Va bene. Dopo qualche riflessione e dopo un bel po’ di tempo passato a distruggere vecchi feed e a crearne di nuovi, mi sembra giunta l’ora di rianimare il podcast. Querelle(s) podcast, si chiama, per la precisione. Vi definite puristi del blog? Multimedialità per voi è solo una parolaccia? Allora lasciate che io, da quasi neofita del mezzo, vi instilli qualche dubbio. Il podcast, cioè la possibilità di diffondere contenuti audio attraverso un feed al quale gli ascoltatori possono abbonarsi, può essere un buon mezzo, per me, per integrare i temi che affronto su Querelle(s). Se siete interessati, avrete varie possibilità:
- potrete ascoltare i file audio in streaming, premendo sul pulsante “play” del dewplayer che inserirò nei post dedicati al podcast; - potrete scaricare il file mp3 in questione cliccando sul pulsante Podcast ed ascoltarlo in un altro momento usando il computer oppure il vostro lettore abituale; - se avete iTunes, potrete abbonarvi al podcast in maniera semplicissima cliccando sull’icona di iTunes; - se vorrete essere aggiornati sul podcast ma non utilizzate iTunes, potrete ricopiare il feed del podcast e inseritelo nel vostro aggregatore.
Almeno credo. Tutto ciò sarà più chiaro a partire dal prossimo post, che è anche il primo episodio di Querelle(s) podcast. Buon ascolto.
Non sentii dire: “Bisogna fermare il Terzo Reich”, né a casa né a scuola. Oggi saremmo stigmatizzati per indulgenza al nazismo, pacifismo bieco, viltà. È vero, si sarebbe dovuto scendere in piazza, gridare, rischiare: allora, anzi prima, quanto prima? Non era pensabile o non fu pensato. Non attorno a me. Erano convulsioni del mondo, noi ci scavavamo una tana e tiravamo avanti. Sono i grigi che fanno un paese, chi non conta tace, subisce, o anche applaude ma aspetta che passi. Si avvezza a credere che passerà, che stia passando. Bisogna che abbia l’acqua alla gola per ammettere l’irreparabile. Così accadono le enormità.