24 febbraio 2008

Mehdi, gay, deve rientrare in Iran: così vuole l'Inghilterra

Un ragazzo di neanche vent’anni, iraniano, omosessuale. Si chiama Seyed Mehdi Kazemi e la sua storia va seguita attentamente, perché rischia di finire molto male. 
Mehdi lascia l’Iran nel 2005, destinazione Londra, per motivi di studio. Una volta giunto in Inghilterra, viene a sapere che la polizia di Teheran ha arrestato il suo compagno di soli quindici anni, Parham, per sodomia.
Visto che la sua relazione con Parham è divenuta ormai di dominio pubblico nel suo paese, Mehdi decide di chiedere alle autorità inglesi l’asilo politico. Con una decisione a dir poco cinica, il governo decide di rispedirlo in Iran, considerato evidentemente un luogo sicuro per gli omosessuali. Talmente sicuro che Parham ci è morto, nel 2006, giustiziato a seguito di una regolare sentenza di condanna pronunciata dal tribunale. Come se non bastasse, la polizia si presenta a casa dei genitori di Mehdi intimando loro di custodirlo fino all’avvio del processo. 
Se tornasse in Iran, la sorte di Mehdi sarebbe segnata. È per questo che fugge clandestinamente dall’Inghilterra e cerca di raggiungere il Canada. Viene fermato dalle autorità tedesche e inviato in Olanda, dove si spera che possa trovare più facilmente rifugio. Tuttavia, con un’ostinazione degna delle più atroci persecuzioni, l’Inghilterra chiede all’Olanda di riavere Mehdi, per poter finalmente eseguire il rimpatrio. Il volo per l’Inghilterra è fissato per dopodomani, martedì 26 febbraio, dall’aeroporto di Schipol. L’arrivo a Heathrow è previsto per le 8,30 locali.
“Il Regno Unito continua a violare le convenzioni internazionali sui diritti umani e sui diritti dei rifugiati, nonché le direttive e i regolamenti europei che disciplinano le richieste di asilo” dichiarano i tre rappresentanti del gruppo Everyone, che hanno lanciato l’allarme oggi con un comunicato. Malini, Pegoraro e Picciau citano il caso della lesbica iraniana Pegah Emambakhsh, alla quale è stato negato lo status di rifugiata perché non poteva provare la sua omosessualità e quello di Ama Sumani, malata terminale di cancro che non ha potuto rimanere in Inghilterra a curarsi ma è stata rimpatriata nel Ghana. 
L’Inghilterra non sembra aver recepito, insomma, il pronunciamento della Commissione Europea, secondo la quale “gli Stati membri non possono espellere o rifiutare lo status di rifugiato alle persone omosessuali senza tenere conto del loro orientamento sessuale, delle informazioni sulla relativa situazione nel paese di origine, ivi comprese le disposizioni legislative e regolamentari e il modo in cui sono applicate”. È per questo che Everyone si è rivolta al Parlamento Europeo e all’Alto Commissario per i Rifugiati ONU, Antonio Guterres, perché sia bloccato il rimpatrio di Mehdi e si conceda subito a quest’ultimo lo status di rifugiato.

Fonte: Everyone.

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1 commento:

gionata ha detto...

Tanto che siamo in tema lo sapete che credenti provenienti da diverse confessioni (Valdesi, cattolici, veterocattolici, metodisti, battisti, etc…) Venerdì 4 aprile 2008 saranno in veglia a Firenze e in tante altre città italiane con i gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell’omofobia e per lanciare un segno forte alle loro "chiese". E la cosa increbile che anche dall'estero stanno aderendo all'iniziativa. Sarebbe bello farla conoscere... eccovi il sito dell'iniziativa http://inveglia.wordpress.com/info/