20 gennaio 2008

Solidarietà ai 67 professori della Sapienza

Mi è stata segnalata la petizione di solidarietà ai 67 professori della Sapienza fatti oggetto, in questi giorni, di un’indecorosa campagna denigratoria da parte dei media e persino di importanti istituzioni nazionali, per essersi detti contrari all’intervento di Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico nel loro ateneo.
 
Al di là delle vere e proprie menzogne serviteci in questi giorni, anche al fine di mobilitare qualche fedele e qualche altolocato ipocrita in più a un Angelus che altrimenti, come accade abitualmente, sarebbe andato pure oggi semideserto, ecco in breve i fatti. Il 14 novembre scorso Marcello Cini, fisico e professore alla Sapienza, aveva scritto una lettera al suo Rettore, pregandolo, in nome del principio di laicità, di ritornare sulla decisione d'invitare alla Sapienza Ratzinger, le cui tesi - confliggenti con quelle di un’autonomia della scienza dalla religione - sono da tempo note. Vista l’inamovibilità del Rettore Renato Guarini, a quella lettera si sono pubblicamente uniti i colleghi di Cini, con una nuova missiva, all’inizio di questo mese. Le polemiche e le proteste che la visita inevitabilmente stava suscitando, hanno suggerito a Benedetto XVI, preoccupato per i danni d’immagine che avrebbe patito se avesse accettato l’invito, di soprassedere e di non presentarsi all’inaugurazione lunedì scorso. La decisione è stata presa dal Papa in perfetta autonomia, in assenza di qualsiasi rischio di violenza fisica per sé e per gli altri, fatto certificato dalle autorità italiane e vaticane all’unisono.
 
Oggi si accusano i contestatori di aver impedito al Papa di parlare e si sente il bisogno di scusarsi con lui per l’offesa recatagli. A dimostrazione di quanto il Capo dello Stato della Città del Vaticano sia costretto al silenzio in Italia, il Papa ha parlato liberamente dalle sue stanze questa domenica, come fa quotidianamente, e le sue parole sono state riportate, ancora una volta e come sempre con gran risalto, da tutte le agenzie, da tutti i quotidiani e da tutte le reti televisive nazionali. Tuttavia, data la massima importanza attribuita alla libertà di espressione dai nostri concittadini, aspettiamo fiduciosi che qualche media e qualche esponente della classe politica s’indigni e si mobiliti anche contro altre forme di negazione di quella stessa libertà. Per esempio contro l’omofobia di Stato e del Vaticano che impedisce a qualche milione di persone in Italia di vivere serenamente e pienamente la propria vita affettiva e sessuale.


OkNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OkNotizie

5 commenti:

mario ha detto...

Mi associo
Mario

insolitacommedia ha detto...

Pure io.

SacherFire ha detto...

Firmata :)

BC. Bruno Carioli ha detto...

Anch'io.

moltitudini ha detto...

Complimenti complessivi per il blog...e per un tuo commento che ho letto in giro.
;)