La Catalogna d'inverno - 4
La presenza di villaggi antichi e ben conservati non è l’unico aspetto della Catalogna che ci aveva sorpreso le prime volte che siamo venuti a trovare T. e J.. C’era qualcos’altro che non credevamo possibile, e cioè che esistessero ancora, sulla Costa Brava, dei luoghi incontaminati e non urbanizzati. Possibile che l’industria turistica avesse preservato qualche chilometro di costa accessibile? Ed è così che, già qualche anno fa, abbiamo scoperto la bellezza della spiaggia naturista di Cala Estreta. Martedì scorso, con T., siamo andati a camminare non lontano da lì, precisamente alla spiaggia del Castell e negli immediati paraggi. Il tempo non era magnifico (ad un certo punto ha anche piovuto un po’) ma il paesaggio era splendido. T. ci ha spiegato che qualche anno fa Castell e i suoi dintorni erano stati minacciati da un progetto di urbanizzazione. Castell è stato salvato dalla mobilitazione dei cittadini che, dopo molte proteste, nel 1994 hanno ottenuto l’indizione di un referendum comunale nel quale una netta maggioranza si è espressa contro l’installazione di infrastrutture turistiche. A quel punto è intervenuta la Generalitat de Catalunya, cioè il governo catalano, che ha acquistato i terreni al proprietario. Un buon affare per quest’ultimo, visto che nel frattempo i terreni erano diventati edificabili e quindi molto più cari di quando li aveva comprati.
Percorrendo il cammino tra le rocce, vediamo delle meravigliose calette nelle quali sono letteralmente incastonate le case dei pescatori: Cala S’Alguer, Cala Canyers, Cala Corbs, la Foradada.
È stata l’ultima gita del nostro piccolo viaggio. Una boccata d’aria fresca, un grande regalo per i nostri polmoni e i nostri occhi, prima di immergerci di nuovo nella frenesia parigina.
Fine – Precedenti: 1, 2, 3.
Foto: Staou.
1 commento:
Viste le foto: carini quei posti (peccato non sentire il profumo del mare)
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