30 dicembre 2006

La Catalogna d'inverno - 1

T. e J. abitano in un piccolo paese della Catalogna, in una casa degli anni Trenta costruita lungo una strada che, durante gli ultimi giorni della Guerra Civile, ha visto sfilare i sostenitori della Repubblica quando questi furono costretti a rifugiarsi in Francia per sfuggire al nascente regime del caudillo Francisco Franco. Partivano a piedi, portando con sè i pochi beni che potevano trasportare. Nella soffitta di questa grande casa, J. ha ritrovato, nascosto fra le travi, un sacchetto di pesetas di vecchissimo conio, risalenti appunto all'epoca repubblicana. Siccome suo nonno ospitava proprio in quella soffitta i fuggiaschi, dando loro un riparo per la notte, si presume che qualcuno, prima di addormentarsi, abbia lasciato proprio lì i soldi che aveva addosso, dimenticandoli al momento di partire, il mattino seguente.
È in questa casa, ancora circondata dalla campagna, ai bordi del piccolo paese, che io e Staou abbiamo stabilito la nostra dimora per la piccola vacanza catalana. L'affetto e il calore col quale T. e J. ci avvolgono ogni volta che veniamo qui, non finisce mai di sorprendermi. Siamo arrivati ieri e, dopo pranzo, siamo subito andati a visitare uno dei pochi monumenti che non ci hanno ancora mostrato, cioè la Canonica di Santa Maria di Vilabertran, un tempo abitata dai monaci agostiniani. Iniziata nel 1200, è stata successivamente ampliata fino al XVIII secolo.
Piatto forte della cena di ieri: una semplice ma sorprendentemente saporita sopa de pan, preparata dalla madre di T. Finito il pasto, insieme ad alcuni amici di T. e J. (C., E. e A.), siamo poi andati ad ascoltare il Requiem in re minore di Mozart, eseguito e cantato nel Monastero di Sant Esteve a Banyoles. È stato un momento davvero emozionante e gradevole, per giunta gratuito... Poi, stanchi del viaggio e abbastanza infreddoliti – la Catalogna “gode”, in questo periodo, di una notevole escursione termica – ce ne siamo andati a letto.
Il sole è rimasto con noi anche oggi, il tempo era ideale e così la visita che abbiamo fatto questa mattina alla Fortezza di Sant Ferran, a Figueras, non poteva andare meglio. Generalmente le fortezze non destano più di tanto il mio interesse anzi, mi mettono una certa tristezza. Sarà stata la guida, che era una ragazza particolarmente vivace e simpatica, o il luogo, che era veramente impressionante, fatto sta che ce la siamo goduta un sacco. Pare che si tratti della più grande fortezza d’Europa, costruita a partire dal 1753 su una superficie di 320.000 metri quadrati (il perimetro misura più di tre chilometri) per ospitare quattromila persone. Una vera e propria cittadella militare, le cui parti più interessanti sono le immense stalle, le gallerie di difesa sotterranee e le enormi cisterne che abbiamo esplorato a bordo di un canotto.
Una piccola parte della Fortezza di Sant Ferran, in tempi più recenti, era adibita a caserma e a carcere militare. In effetti è proprio al primo piano di un piccolo edificio all’interno di quel grande complesso, che trovò posto il tenente colonnello Tejero, quello del tentato golpe del 23 febbraio 1981.
Ora siamo (o meglio loro sono) in pausa, cioè impegnati nell’immancabile siesta. Per pranzo la madre di J. ci ha preparato un piatto tipico di queste parti, Escudella i carn d’olla, cioè un delizioso brodo ricavato da alcune verdure e differenti tipi di carne, che poi si mangiano a parte: pollo, pelota (polpettone), butifarra (sanguinaccio), maiale.

2 commenti:

SacherFire ha detto...

Buon anno ^___^
P.S. Gradite foto, ovvio ;-)

Gabriele ha detto...

Grazie, anche a te! (Alle foto ci pensa Staou... speriamo bene!)