17 aprile 2007

Ritratti in rosa - Arlette Laguiller, la pasionaria

Arlette Laguiller è diventata, da ormai molto tempo, una presenza fissa nel panorama delle elezioni presidenziali francesi. 67 anni, candidata per la settima volta alla massima carica dello Stato, Laguiller è la portavoce di Lutte Ouvrière (Lotta Operaia), il partito di fede trotzkista che contribuisce a fondare nel 1968. Il suo attivismo politico comincia qualche anno prima, precisamente nel 1960, quando partecipa a una protesta contro la guerra in Algeria. Seguirà l’espulsione dalla CGT (l’equivalente della CGIL) per le sue convinzioni troppo rivoluzionarie, poi l’attivismo sindacale a Force Ouvrière.
Impiegata di banca, pensionata dal 2000, Arlette Laguiller è stata consigliera regionale e deputata europea. Alle ultime presidenziali, quelle del 2002, ottiene il 5,7% dei voti ed è l’unica tra gli sconfitti che non invita gli elettori e le elettrici francesi a votare per Jacques Chirac contro Jean-Marie Le Pen al secondo turno. Proprio questa decisione provoca la rabbia del cantautore Alain Souchon che, da allora, non esegue più la canzone che le ha dedicato e che con ironia, ma anche con tenerezza, dice: “Quando Arlette canta è come del blu, dell’azzurro sulle fabbriche e i loro alti muri. Certo, le parole sono molto consumate, ma lei canta con aria pura. Ci suggerisce di non fare la guerra, che sulla Terra gli uomini sono fratelli, di condividere i problemi e le camicie, e anche se sono sciocchezze...”.
Quando circola la voce che sia lesbica, Laguiller non si scompone: “Non lo sono,” – dichiara nel marzo 2000 – “ma se lo fossi lo direi: non mi disturba, non ho nessun pregiudizio al riguardo”. Certo, l’idea di un matrimonio aperto anche alle coppie formate da gay e da lesbiche non l’entusiasma: non, però, perché vorrebbe che continuasse l’attuale discriminazione, quanto piuttosto perché la candidata trozkista è “favorevole alle unioni libere, nel senso che credo si possa amare qualcuno senza avere la benedizione di qualcun’altro. Ma, ovviamente, tutti quelli che vogliono sposarsi, compresi gli omosessuali, devono poterlo fare”.
Maggiori perplessità, invece, sembra manifestare in una dichiarazione del 2004 a proposito dell’adozione da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso: “In una società come la nostra, nella quale l’omosessualità non è ancora più di tanto ammessa, l’adozione può causare problemi ai bambini?”.
2% delle intenzioni di voto secondo i sondaggi e nient’altro da segnalare.

Fonti: Le Monde, Têtu.

Foto: Arlette Laguiller (François, con licenza CC).

Ritratti precedenti: François Bayrou, Olivier Besancenot, José Bové, Marie-George Buffet.

1 commento:

Skeight ha detto...

Forse sarò duro, ma mi sembra un residuo del passato...