03 giugno 2007

Kilombo: chi è in, chi è out?

Avvertenza. Questo è un post su una vicenda interna al meta-blog delle sinistre di cui faccio parte, Kilombo. Chi non fosse interessato, sa quel che deve fare.

In queste giornate di grandi contorsioni da parte di kilombisti e kilombiste per sapere se Karletto Marx è in o è out, vorrei proporvi anch’io la mia modesta ginnastica. Credo infatti che il mio voto contrario all’espulsione del reprobo meriti qualche spiegazione.
In quanto frocio, sono fra gli iscritti più refrattari all’idea che sia necessario mantenere separate la forma con la quale un pensiero viene esposto e la sua sostanza. Secondo quest’opinione, Karletto Marx sarebbe sì colpevole di aver insultato altr* kilombist*, violando in questo modo la Carta dell’aggregatore (articolo 10: “contenuti fortemente lesivi della dignità altrui in assenza di argomentazioni politiche, provocazioni che minino la possibilità di discussione e confronto nel reciproco rispetto”). Tuttavia, nei suoi post avrebbe espresso una critica legittima – e, secondo alcuni, fondata – all’operato della redazione di cui fa parte, nel momento in cui questa ha deciso di censurare un post di Dacia Valent per apologia di terrorismo (e non entro qui nel merito di quella vicenda, ma dico chiaramente che sarei stato contro quella censura).
Il punto è che secondo me molte volte la forma è sostanza. E uno che scrive, non foss’altro che per vis polemica, che il posto di alcune donne (in quanto donne) sarebbe quello di stare a casa a badare ai figli, esprime un pensiero maschilista. Il fatto che Karletto Marx ne sia cosciente oppure no, il fatto che sia stato accecato dalla rabbia oppure no (ma l’epiteto “troia” è partito anche successivamente), non cambia i termini del discorso: si tratta di affermazioni maschiliste. Come tali mi sembrano semplicemente disgustose. Non ho scritto: esteticamente non mi piacciono, sono brutte. No, dico che il linguaggio non sono “solo parole”, non è “solo un modo di dire”. Che lo si ammetta o no, il linguaggio è uno strumento e come tale può essere usato, in maniera più o meno cosciente, anche come un mezzo per perpetuare le discriminazioni, siano esse fondate sulla differenza di genere (come nel caso in questione) o sulle differenze etniche, religiose o di orientamento sessuale. Se, infatti, si utilizza la parola “puttana” come un insulto (e, almeno fino a questo momento non mi risulta che sia considerata come un complimento, anche se per me magari lo è), vuol dire che la donna alla quale quell’epiteto è diretto viene attaccata sul piano della sua sessualità: le si dice che il suo piacere sessuale e il fatto che supponiamo che abbia avuto più di un uomo, fa di lei una persona deprecabile. Finché l’insultata non si riappropria dell’insulto (“sì, sono una puttana, e allora?”), il linguaggio conferma e rafforza la discriminazione, diventando ideologia: la donna è inferiore all’uomo (basterebbe chiedersi perché non esista la parola “puttano”, per capirlo).
Karletto Marx è dunque out? Per me no, perché se lo fosse ho il sospetto che lo saremmo tutti e tutte. Chi di noi, infatti (e ovviamente mi ci metto anch’io), non vive quotidianamente queste contraddizioni? Chi di noi può considerarsi così puro da poter ergersi a giudice? A mio modo di vedere, ci sono due strade: trasformare Kilombo in una specie di tribunale, nel quale stabilire chi discrimina e chi no, chi fa apologia di cose che non ci piacciono o no, chi è più di sinistra o no (o chi è più di centrosinistra o di centrocentro o pro pratito democratico o no); ogni kilombista si presenta davanti al tribunale e si organizzano le epurazioni (o le purghe, il termine dipende da chi vince la partita). È chiaro che in un Kilombo siffatto, armato fino ai denti, io sarei out.
L’altra strada – ben più difficile ma, per questo, più affascinante – è quella del confronto. Non ci si vuole misurare con Karletto Marx perché col suo comportamento ha dimostrato di non volere il dialogo? Benissimo, lo si ignori, invece di fargli un sacco di pubblicità imbastendo una votazione sulla sua testa: se nessuno avesse commentato i suoi insulti e se il suo contatore fosse a zero, sarebbe il segno che Karletto Marx non interessa a nessuno; il fatto stesso che si chieda di buttarlo fuori, oltre a trasformarlo in martire potenziale, gli offre una visibilità – a mio opinabilissimo parere – del tutto immeritata. Pensiamo che Karletto Marx sia un valido interlocutore ma che quello che ha scritto sia grave? Altrettanto bene: invece di usarlo come capro espiatorio per coprire il nostro maschilismo, andiamo nel suo blog a dirgliene quattro, e magari proviamo anche a trasformare Kilombo da vetrina delle nostre vanità, in una comunità che discute. Veramente e onestamente, però, senza facili scorciatoie.
Infine ho una domanda, che rivolgo alle vostre coscienze. Se Karletto Marx, con i suoi insulti, è out, può Valerio Pieroni essere in? Se, infatti, la forma è sostanza, è pur vero che anche la sostanza è sostanza. E, a mio parere, la “sostanza” del suo blog è fortemente omofoba, anche se, nel suo caso, la “forma” è fatta salva (per quanto sia, dal mio punto di vista, tartufesca). Io, in quanto gay, considero il suo blog insultante nei confronti degli e delle omosessuali almeno quanto lo è quello di Karletto Marx verso le donne: possono esistere, infatti, per quanto ben formulate, delle “argomentazioni politiche” valide per spalleggiare l’omofobia di Stato (e del centrosinistra) vigente in Italia? E dunque?
Se Karletto Marx dovesse essere espulso, invierò una e-mail alla redazione per chiedere una votazione sull’espulsione di Valerio Pieroni. Dopodiché, per coerenza, non voterei e me ne andrei da Kilombo. Più interessante e proficuo mi sembrerebbe, invece, aprire una discussione sul linguaggio, su come lo usiamo, sui luoghi nei quali può annidarsi la discriminazione, il pregiudizio, lo stereotipo e come questi si perpetuano... Credo che le sorpese non mancherebbero. In ogni caso, sono questioni che ritengo estremamente più importanti dell’espulsione di qualcuno che, come me, come Pieroni e come molte e molti di noi, sbaglia.

10 commenti:

Lucio ha detto...

Il post più lucido su questa vicenda mai letto finora. Mi hanno dato del misogino e dell'ovofobo, ma io ritengo che la donna più bella di tutte sia quella che sta dentro ogni uomo, sottilineo "uomo", e che, in qualche caso, può venire più o meno abbondantemente fuori. In questo l'omosessualità e di molte spanne avanti a un patetico e sterile femminismo, e femminismo politico, di marca banalmente sessuale. Sulla forma, poi la mia è innocua, ben più innocua di quelle buoniste della viscida gang dei miei accusatori. E se così mi attirerò i voti contrari di qualche altra donnicciola, pazienza.

mario ha detto...

Ricordo la polemica che ho avuto con Costa ed il tuo commento sul mio post.Da quel momento ho iniziato a riflettere sul peso che le parole hanno e quanto possano essere sostanza lesive della dignità delle persone.
Se (estremizzando) ti fossi limitato a chiedere la mia espulsione io avrei perso un'opportunità.Quella di essere meno superficiale.
In 50 anni è stata la lezione migliore che ho ricevuto, e ti voglio ringraziare.
Mario

Tisbe ha detto...

Un post di rara intelligenza che getta luce e chiarezza su un fatto che in tanti hanno tentato di rendere confuso. I miei più vivi complimenti
Tisbe

Anonimo ha detto...

In ogni sito collaboraivo in rete esiste la cosiddetta Netiquette. Non capisco perché Kilombo non debba averla. Poi uno sul suo blog scrive quello che vuole. Ma almeno non lo pubblicizzi lì dove ha sottoscritto un patto, in cui ci si impegna a non farlo. Se Lucio era contro la censura a Dacia, poteva dirlo così come tanti stanno dicendo di essere contro la sua espulsione. Nulla giustifica il suo comportamento.
Ognuno di noi vive contraddizioni, verissimo. Ma quando siamo in uno spazio pubblico rendiamo conto anche agli altri di quello che facciamo. Comunque, credo che la richiesta di messa ai voti dell'espulsione abbia perlomeno posto un problema che ha apero una discussione. L'indifferenza che auspichi tu, dove ci avrebbe portato?
Vuoi aprire un caso Pieroni? Benissimo. Discutere non fa mai male. E nemmeno votare.
Un abbraccio,
Meslier

ladytux ha detto...

Non si sta parlando di un "troia" o di caccacacca, si sta parlando di tre punti ben precisi che hanno fatto incazzare chi ha chiesto l'espulsione: la discriminazione sulle donne il reiterarsi dei comportamenti di chiusura al dialogo (quindi non l'insulto in sè ma il non argomentare quando altri kilombisti hanno commentato la sua frase) e la pubblicazione di mail redazionali.
Mi dite in base a quale principio avrei dovuto negare una votazione richiesta su cose che confliggevano tre punti della carta?
besos ladytux

Gabriele ha detto...

Meslier. Può anche essere vero che niente giustifichi il comportamento di Lucio. Ma tu te l'immagini un Kilombo in guerra per bande perenne, in cui ogni giorno ci si accapiglia su fatti di questo tipo? A chi darebbe voglia di starci? Io non credo che il fatto di aver indetto questa votazione abbia aperto una discussione così esaltante, così come sono convinto (l'ho scritto nel post) che non siano state sollevate le questioni veramente importanti (Karletto passa, il maschilismo e l'omofobia restano). Anzi, sostengo che per qualcuno il voto si trasforma da pratica democratica a metodo per rimuovere i problemi, invece di affrontarli.

Ladytux. Nessuno ti accuserà di non aver applicato la Carta alla lettera (anche se, a voler essere pignoli, all'articolo 10 non si parla solo di votazione ma anche di discussione, il che presupporrebbe uno spazio apposito in Kilombo, non sui vari blog: solo così sarebbe assicurata la completezza e la pubblicità della discussione; ma questo spazio dov'è? Boh). Ci sono state sette richieste di votazione (se non ricordo male). Avete indetto la votazione secondo l'articolo 10. Benissimo. Ma tu hai votato a favore o contro l'espulsione? Forse tu non stai parlando di un "troia", ma io sì. Ripeto che se Karletto Marx sarà espulso, chiederò, in base all'articolo 10, l'espulsione di Pieroni, sperando che fiocchino richieste (motivate in base all'articolo 10) per espellere decine di altre persone. Poi vediamo dove si arriva, con questo metodo.

Spartacus Quirinus ha detto...

Non so se hai notato che nessuna "donna" si è candidata per le attuali votazioni della redazione... sarà un caso fortuito, sarà una coincidenza? non lo so, però concordo maggiormente con Meslier e Ladytux. Anche a me alcuni bloggisti non piacciono, se mi va leggo i loro post, magari non li commento, oppure prendo lo spunto per scriverne uno con tesi, ovviamente contrarie, ma pur polemizzando non trascendo con ingiurie completamente gratuite. Ti ricordo che c'è anche un codice penale (che nessuno meno che mai io, invoca...) per cui certi epiteti vengono puniti in modo ben più pesante. Del resto lucio, non è né pentito, né pare abbia compreso la gravità dei suoi scritti. Probabilmente sarò compreso nella "viscida gang" non potendo essere considerato una donnicciola!
;-)

Batsceba ha detto...

concordo molto lucido e puntuale.
da kilombista nuova nuova e silente posso però dire che quello che è accaduto e sta accadendo mi fa pensare che probabilmente non mi fermerò molto. a meno che...
no all'espulsione. no alla censura.

aelred ha detto...

tutta "colpa" tua se sono finito sul blog di Pieroni...
trovare lì un post a tematica gay, invece, è stato un gioco da ragazzi: pullulano.

Ma invece, carissimo, quando vi vedrò qui al festival gaylesbico di Milano (e non intendo in platea)?

Gabriele ha detto...

Sì, Ale, ci vedrai quando avranno deciso che siamo abbastanza degni per esserci...