31 maggio 2007

Il Vaticano trema

Deve tirare proprio una brutta aria, quest’oggi in Vaticano. Questa sera, milioni di italiani potrebbero finalmente essere edotti su cosa intenda un certo numero di sacerdoti (alcuni, ovviamente non tutti) per educazione dei bimbi. Il programma Anno Zero, infatti, trasmetterà finalmente l’inchiesta della BBC “Sex crimes and the Vatican”, nella quale non ci si limita a parlare dei casi di pedofilia scoppiati in seno alla comunità ecclesiastica, ma si citano anche le reti omertose che hanno permesso di soffocare, entro certi limiti, la diffusione di notizie sugli stessi. Si tratta del non ancora abbastanza celebre Crimen Sollicitationis, un documento stilato dalle gerarchie vaticane allo scopo ufficiale di tutelare le vittime e gli accusati innocenti, o più prosaicamente per insabbiare le indagini ed evitare qualsiasi tipo di pubblicità – e quindi di scandalo – sui casi stessi.
È logico che ai gerarchi – pardon, alle gerarchie cattoliche – tremino i polsi: pensate se si dovesse scoprire che questi campioni del moralismo più reazionario, primo fra tutti il loro capo (in questo momento Benedetto XVI), si fanno in quattro per allontanare da noi l’ipotesi che la repressione sessuale che uomini e donne di Chiesa dovrebbero subire, talvolta trova come valvola di sfogo le bambine e i bambini, soggetti deboli e facilmente ricattabili. Se, insomma, venissimo a conoscenza – vuoi mai – che una parte di quella categoria religiosa – ma oggi, in Italia, anche politica – la quale tenta di impedire ad ogni costo l’affermazione dell’uguaglianza dei diritti di gay e lesbiche, col pretesto che essa sarebbe diseducativa per le giovani generazioni, si occupa della gioventù in maniera non propriamente altruista.
Ovvio, quindi, che circa nove ore prima della messa in onda di questo filmato della BBC, “Franco Mugerli, presidente del Copercom, il coordinamento di 23 associazioni per la comunicazione con oltre due milioni di iscritti”, se la prenda col “battage pubblicitario che ha preceduto la messa in onda, questa sera su Rai Due, del video ‘Sex crimes and the Vatican’”, anche se sarebbe legittimo obiettare che tanta notorietà è data dal tentativo di bloccare l’acquisto del documentario da parte della televisione pubblica, con conseguente polemica. Penso che in molti si siano chiesti come mai gli inglesi hanno potuto assistere alla messa in onda di questo documentario nell’ottobre 2006, mentre da noi i grandi media si sono svegliati solo otto mesi dopo. La risposta potrebbe essere che l’Italia, dal punto di vista della libertà d’informazione, dei diritti civili e della laicità, ha accumulato, rispetto ad altri Stati come la Gran Bretagna, un ritardo di otto mesi. Ma è una spiegazione tra le più false: tutti sappiamo, infatti, che il ritardo è infinitamente più ampio.
Resta che lo scopo della trasmissione di questa sera, secondo Mugerli, è “fare sciacallaggio mediatico”. Dev’essere in questi termini che l’odierna inquisizione definisce quella robetta che è il diritto-dovere all’informazione e alla libertà d’espressione: chi lo sa, magari nella monarchia assoluta e teocratica che è lo Stato della Città del Vaticano, questa è la definizione più in voga. In Italia, però, Carta fondamentale della Repubblica alla mano, risulta un tantinello mistificante. “Non abbiamo paura della verità”, aggiunge Mugerli. Ma no, figuriamoci. Tuttavia, come diceva un tizio morto un po’ di tempo fa (ma Santo Sùbito): “Pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà d’informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo”. I panni sporchi si lavano in casa, è il motto di Giovanni Paolo II, che Mugerli non esita a fare suo.
Ma il presidente della Copercom – che viene rilanciato dall’agenzia stampa della CEI, cioè il Sir, e dunque proprio per questo sarà automaticamente megafonato da tutti i media italiani – chiude il suo pronunciamento con una nota davvero scoppiettante: “Questo filmato della Bbc, più che un’inchiesta, in realtà è un video a tesi, non credibile, con grandi falsità, pretestuoso e pregiudizialmente ostile”. Buono, Mugerli, non stiamo parlando di Vespa ma della BBC, si ricorda? I fatti separati dalle opinioni, rispetto della verità, e bla bla bla: cosucce delle quali lei potrà benissimo fare a meno ma noi, se permette, no. Eppoi scusi: ma se questo documentario contenesse tali e tante sciocchezze, permetterà che lo si possa dire noi, previa visione del filmato messo all’indice?
In Italia questa sera si gioca una partita molto importante non solo nel campo della laicità, ma anche in quello dell’informazione e contro la censura, terreni nei quali è difficile mettere piede, visto che sono stati occupati militarmente dalle gerarchie vaticane. L’Italia è il loro ultimo bastione, non molleranno facilmente.
Anno Zero, questa sera alle 21, RaiDue.

Fonti: Copercom, Sir.

5 commenti:

FireMan ha detto...

devo uscire.... :( ......
però ho il videoregistratore già pronto!
;)

FM

disorder ha detto...

Beh, direi che la sfida è stata vinta, ne è uscita proprio una bella trasmissione (anche se "bella" non è la parola più giusta, viste le storie terribili narrate, e non parlo solo di quelle del video)

Gabriele ha detto...

Bene, ho letto solo commenti positivi su quella trasmissione, me ne rallegro. Qualcuno sa dirmi se è possibile trovarla in rete?

Lk ha detto...

http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm
poi su puntate e click su "non commettere atti impuri".
Se non funziona (al momento non funziona infatti, ma spero si risolva presto) su emule la trovi per intero.

Gabriele ha detto...

Grazie lk! Continua a non essere visibile... "in base ai diritti video della Champions League"!!! Che c'entra?