22 aprile 2007

Soirée électorale

Tutto è pronto, o quasi. La campagna elettorale per il primo turno delle presidenziali francesi si è chiusa venerdì a mezzanotte e ieri è stata la giornata tradizionalmente dedicata alla pausa di riflessione. Il quotidiano Libération è uscito con una prima pagina completamente bianca e un unico titolo, a caratteri cubitali: “A gauche!” (“A sinistra!”). Il direttore del giornale, Laurent Joffrin, nel suo editoriale a sostegno della candidata socialista, scrive: “Ségolène non è abbastanza di sinistra, allora votiamo più a destra: è questa la logica barocca che sta dietro il ragionamento dei supporter di Bayrou a sinistra. Se Ségolène non seduce, si mormora, vuol dire che non è adatta a fare la presidente. In altre parole, il vestito le sta troppo largo. Tanto più” – continua Joffrin – “che quel vestito è stato aperto dalle pugnalate date discretamente alle sue spalle da amici furiosi di vedersi soppiantati. Mai una candidata o un candidato di sinistra è stato così poco sostenuto”. Sarà anche vero, ma se l’unica condizione per essere presidente è “avere carattere” e per il resto si vedrà, come sembra pensare il direttore di Libération, allora vuol dire che anche qui come altrove la politica ha davvero smarrito il suo significato.
In ogni caso, ieri il dibattito si è in parte incentrato sul ruolo di internet nella diffusione dei risultati del primo turno. In Francia vige infatti una strana consuetudine: i seggi aprono alle 8 e chiudono alle 18 su tutto il territorio nazionale, tranne nelle grandi città, dove ci si può recare alle urne fino alle 20. Questo vuol dire che in molti luoghi gli scrutini saranno già terminati quando altrove si starà ancora votando. La legge stabilisce che i primi rilevamenti statistici, quelli fatti nelle prime due ore di scrutinio, non possono essere divulgati fino alle 20, cioè quando tutti i seggi saranno ormai chiusi. Ma quest’anno le autorità sono inquiete, temono che quei dati, comunque noti alle redazioni dei giornali e agli addetti ai lavori, vengano pubblicati in rete anche prima del termine legale, influenzando così l’esito del voto. In effetti, alcuni blogger hanno minacciato di voler deliberatamente infrangere delle norme che considerano del tutto inadeguate. Il caso più eclatante, forse, è quello del giornalista Jean-Marc Morandini, il quale ci ha comunque ripensato: non diffonderà le prime proiezioni alle 18 e si accontenta, per ora, di aver alimentato la discussione su questo tema (ed essersi fatto un bel po’ di pubblicità). In ogni caso, pronto a qualsiasi evenienza, il Garante per il settore audiovisivo (CSA) ha annunciato per oggi l’attivazione di una cellula speciale di sorveglianza dei siti internet, mentre molti provider hanno ricordato esplicitamente ai propri utenti i termini della legge, esigendone il più rigoroso rispetto. Niente paura, comunque: i dati che blog e redazioni non potranno diffondere a partire da siti ospitati sul territorio nazionale, saranno reperibili – come sempre, in barba alla legge francese – su quelli dei giornali svizzeri e belgi.
“Ma sono davvero così importanti queste elezioni, ne siamo proprio sicuri?”: sono le domande, un po’ retoriche e un po’ no, che si faceva un giudice della Corte di Cassazione col quale ho discusso recentemente. Sì, lo sono, mi ha risposto un’alta funzionaria dell’Assemblée Nationale, che oggi organizza, come milioni di suoi connazionali, una “serata elettorale”. Nel menù: una decina di amici, qualcosa da sgranocchiare, un po’ di internet e tanta, tantissima tv.
Ma come assicurarsi il successo della propria “soirée électorale”? Il blog della trasmissione radiofonica “Pédérama” (traducibile con il neologismo “Frociorama”) ci dà qualche consiglio: “Vi serve un titolo sexy, come ‘La Francia ha paura’ o ‘Non abbiate paura’. Scrivetelo nell’oggetto della vostra mail d’invito, stampatelo su carta per decorare la porta del vostro appartamento. Tutti devono portare qualcosa da mangiare o da bere: siamo solidali, ci vogliamo bene, condividiamo”. E ancora: “Obbligate i vostri ospiti a fare una scommessa e a mettere in palio una bottiglia, un oggetto decorativo, una vecchia parrucca... Prima che la serata inizi, incoraggiate le pasionarie della compagnia a trasferirsi nel caso vincano i cattivi. Nel 2002 dovevano esiliarsi tutte quante in Spagna, cinque anni più tardi le loro valige non sono ancora pronte. Cogliete l’occasione al volo”. E così via...
Ora che ci penso... anche Staou ed io siamo stati invitati a una di queste serate, in compagnia di A. e S. Quest’ultimo, cinque anni fa, ha votato verde al primo turno, col proposito di sostenere Jospin al secondo. Manco a dirlo, quest’anno “vota utile”. E voi, chi votereste?

Fonti: Le Monde, Libération.

5 commenti:

SacherFire ha detto...

per Ségolène, ma forse sarei meno sicuro se vivessi lì in Francia, ché stando qui la novità di una donna candidata è troppo forte e copre le vere ragioni per dare un voto convinto

Anonimo ha detto...

Ségolène anche io, ma sono tentato dalla logica "barocca" denunciata da Libé, forse perché ho l'impressione che Bayrou sia l'unico che può battere Sarkozy?
In ogni caso, oggi è uno dei pochi giorni in cui non invidio la cittadinanza francese;-)

Fab.

aelred ha detto...

Non rinuncerei mai al mondo, se potessi, a votare per Madame Royal

AnelliDiFumo ha detto...

Per Ségolène, ma il postino trotzkista avrebbe tutte le mie simpatie.

Julie-Marie ha detto...

io sono francese e ho votato per Sarkosy, sapete perchè? perchè la sinistra francese fa paura in generale : sono bugiardi e falsi ma Segolène è sicuramente quella piu' falsa e piu bugiarda, edè anche stupida...