10 febbraio 2007

Papata 17 - Amico di lunga data

“È importante che l’uomo non si lasci ostacolare dalle catene esteriori quali il relativismo, la ricerca del potere e del profitto ad ogni costo, la droga, le relazioni affettive disordinate, la confusione intorno al matrimonio e il non riconoscere l’essere umano in tutte le tappe della sua esistenza, dal suo concepimento alla fine naturale”.

“È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immoralmente. [...] L’attività omosessuale non esprime una unione complementare, capace di trasmettere la vita [...]. [...] Le persone omosessuali [...] rafforzano al loro interno una inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dall’autocompiacimento”.

Sono due dichiarazioni sovrapponibili, almeno per quanto riguarda il giudizio sull’omosessualità. Solo che la prima è stata rilasciata da Benedetto XVI oggi, nel suo discorso alla delegazione dell’Académie des Sciences morales et politiques, mentre la seconda risale alla Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, scritta da Joseph Ratzinger quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, nel 1986. Una coerenza omofoba per lo meno ventennale.

Intanto aspetto, malato, qualche notizia sulla manifestazione NO VAT di oggi a Roma. Come sarà andata?

Dalla manifestazione NO VAT: intervista di Radioradicale a Sergio Rovasio.

Nessun commento: