09 febbraio 2007

Papata 16 e antidoto

Puntuale come la morte, è arrivata la sua stoccata: “E’ necessario appellarsi alla responsabilità dei laici presenti negli organi legislativi, nel governo e nell’amministrazione della giustizia, affinchè le leggi esprimano sempre i principi e i valori che sono conformi al diritto naturale e che promuovano l’autentico bene comune”.
È lui, è Papa Ratzi, più in forma che mai. Ci regala la sua sedicesima perla: la sua inquietudine, la sua ansia nel respingere qualsiasi riferimento legislativo – seppur edulcoratissimo – alle coppie fuori dal matrimonio. A togliere qualsiasi possibile ambiguità alle sue parole, ci ha pensato una nota dell’agenzia Sir (Servizio d’Informazione Religiosa), la quale prevede nientemeno che una catastrofe: il provvedimento sui DiCo approvato ieri dal Consiglio dei ministri – scrive l’agenzia dei vescovi – “minaccia, infatti, di incidere pesantemente – per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili – sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane”. Se non è il diluvio universale, poco ci manca.
La Sir fa di più, e indica anche quale parte della legge dovrà essere immediatamente impallinata: “Basterebbe citare l’aspetto relativo ai diritti successori, con il groviglio di ipotesi di concorso all’eredità tra un convivente e il figlio o i figli dell’altro partner, per rendersi conto delle questioni che rischiano dolorosamente di aprirsi”, secondo la Sir. Ma non si preoccupino, i vescovi e Ratzinger. Saranno certamente ascoltati. Com’è accaduto fin qui, del resto.
Intanto, domani a Roma, la manifestazione NO VAT!

Roma, 10 febbraio 2007: NO VAT

Fonte: la Repubblica, Sir.
Antidoto: Facciamo Breccia.

Nessun commento: