12 febbraio 2007

Amici (in)ascoltati

L’attualità in questi giorni scorre talmente rapida che sfugge dalle mani. Per ora due segnalazioni.

Massimo D’Alema su Repubblica cerca d’interpretare le reazioni della Chiesa all’approvazione dei DiCo da parte del governo: “In altri tempi – osserva – avremmo definito questa massiccia campagna come ‘clericale’. Oggi, giustamente, ci asteniamo dal farlo. Ma resta l’anomalia di un attacco così severo, allo Stato e alle sue leggi”.
In altri tempi... e perché oggi no? Cos’è cambiato? E perché “giustamente” vi astenete dal farlo? Cosa si nasconde dietro quell’avverbio? Quanto avrei pagato per essere là, davanti a lui, a chiederglielo...

Carlo Flamigni sull’Unità, a proposito dei DiCo: “Negli Stati Uniti – Paese adorato per certe sue prepotenze, ignorato per molte sue debolezze – nel 1992 oltre 6 milioni di bambini venivano cresciuti ed educati da genitori omosessuali, con ottimi risultati a sentire l’American Psychological Association e l’American Society for Reproductive Medicine. Secondo Machelle Seibel, direttore di uno dei più importanti giornali scientifici americani, le coppie omosessuali americane stanno cercando sicurezza per la loro vita comune all’interno di istituzioni riconosciute e protette e per questo si battono per ottenere leggi che consentano loro di sposarsi: quando riescono a farlo, si dimostrano straordinariamente consapevoli delle responsabilità acquisite e si confermano ottimi educatori di figli propri e adottati”.
Visto che l’amicizia con gli Stati Uniti è un tema fuori discussione in Italia, oggetto di censure e di tabù, facciamo almeno lo sforzo di ascoltarli, gli amici.

Fonti: la Repubblica, l’Unità via OneMoreBlog.

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