12 febbraio 2007

Papata 18 - Arrendetevi, siete circondati!

Anche oggi Benedetto XVI torna a fare pressione sulla politica italiana. È la strategia della cosiddetta “lobby”, così spesso rimproverata alle associazioni glbt, utilizzata una volta di più per distruggere quel poco che resta della laicità dello Stato.
Nel suo discorso al Congresso internazionale sul diritto naturale, Ratzinger ha sparato nuovamente contro la fin troppo cauta legge sui DiCo (corsivi miei): “Le norme cogenti non dipendono dalla volontà del legislatore e nemmeno dal consenso personale ma sono norme che precedono qualsiasi legge umana e non ammettono interventi in deroga da parte di nessuno. La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono anche imperativi etici che è doveroso onorare. La legislazione tende a fare un compromesso fra diversi interessi e cerca di trasformare diritti in interessi privati o desideri che stridono con la legge naturale”.
Se non fosse chiaro a quale interlocutore il Papa si rivolgesse, la delucidazione l’ha offerta lui stesso: “La prima preoccupazione per tutti e particolarmente per chi ha responsabilità pubblica è quindi aiutare perchè possa progredire la coscienza morale di tutti”. “Nessuna legge fatta dall'uomo può sovvertire il disegno del Creatore”, “senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che è il suo fondamento naturale”.
A mo’ d’introduzione, qualche minuto prima, è stato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Camillo Ruini, ad avvisare che è in preparazione “una parola meditata, una parola ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti”. Una sorta di richiamo – par di capire – per i cattolici impegnati in politica, affinché boccino i DiCo in Parlamento.
Immagino che ora tutti coloro che credono nella laicità dello Stato, a maggior ragione la sinistra, faranno le barricate per ricordare a questi signori che esiste il Concordato e che a tutto c’è un limite. E anzi, pensandoci meglio, ministri e onorevoli faranno pulizia nei loro uffici, gettando nell’immondizia tutte quelle agenzie che riportano da giorni, da settimane, da mesi, la minaccia che le gerarchie ecclesastiche fanno pesare su affari – la formazione delle leggi di uno Stato estero – che non riguardano minimamente il Vaticano. Cominceranno, finalmente, a riscrivere le norme della Repubblica italiana. Senza ascoltare le omofobe sirene vaticane, chiusi nelle loro stanze e con la mente alla società italiana, meno ammuffita di quel che si pensa, parleranno magari di autodeterminazione della donna nell’uso del proprio corpo, di libertà sessuale, di garanzie e di diritti per tutte le cittadine e tutti i cittadini, qualsiasi forma di convivenza abbiano scelto. Della libertà di procreare o di adottare e allevare i propri figli, indipendentemente dai propri gusti sessuali.
Non preoccupatevi, il risveglio è previsto tra qualche minuto, alle prime fiacche – quando non compiacenti – dichiarazioni dei “rappresentanti” politici.

Fonti: Ansa, Apcom.

4 commenti:

socioweb ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Kafkahigh ha detto...

Anzitutto mi accingo a pisciare in testa al signore che ha precedentemente commentato palesemente in OT e ha molestamente spammato, a prescindere dalla bontà del suo appello, dimostrando così di non aver letto il tuo post e di avere maniere piuttosto incivili.

E secondo, non in ordine di importanza, non riesco a capire dalle tue parole se tu a questo risveglio ci speri oppure se è una sorta di ironico mock-up della realtà. Come molti altri (Disorder) dicono, è palese ormai che questi curiosi uomini con la gonna che si arrogano il diritto di parlare per DIO (enormità) la corda la stanno tirando davvero troppo. Se non fossimo in italia sarei ottimista. Ma visto che siamo nel paese in cui l'indignazione dura il tempo di tre telegiornali, dubito che si farà qualcosa. Dove sono le coppie che ricorrono alla inseminazione artificiale? Dove sono i conviventi eterosessuali? Dove gli omosessuali? Dove le donne, cazzo, le donne? Forse ci sta bene così, ma una legge non passa per amore di speranza. Se si dovesse scendere in strada, mi propongo di accompagnarti :)

Gabriele ha detto...

Sul messaggio precedente al tuo hai perfettamente ragione. Cancellato.
Per il resto, sì, facevo dell'ironia. Come dici tu, trattandosi dell'Italia, io non sono affatto ottimista. Comunque, c'è già stata un'occasione per scendere in piazza, ed era NO VAT. La prossima è la manifestazione unitaria del movimento glbt del 10 marzo a Roma. Ci vediamo là, no? ;-)

FireMan ha detto...

si, ci vediamo là, e speriamo di non essere quanti eravamo alla NO VAT che sinceramente eravamo un po pochi... vabbeh, ma pioveva...