18 ottobre 2006

Papata 10 - Ordinaria amministrazione

Qui ci si aspettava francamente qualcosa di più. In fin dei conti era la papata numero 10, qualche effetto a sorpresa avrebbe pur potuto concederlo. Invece no, la solita litania contro il riconoscimento delle coppie di fatto.
Per chi non lo sapesse, col termine “papate” questo blog archivia tutte le dichiarazioni omofobe di Ratzinger (le trovate alla categoria Papeide). Non solo perché in fondo sono un po’ masochista, ma anche per mostrare che l’omofobia non viene da Marte, al contrario: trova fondamento e legittimazione in ideologie terrene tra le più opprimenti, e quella propagandata dal papa è una di queste.
Venerdì scorso Romano Prodi si è recato in visita privata da Ratzinger. Ora, in linea di principio niente vieta che un privato cittadino incontri il capo della religione in cui crede. Più preoccupante è che quest’ultimo gli esprima le proprie ansie tutt’altro che private chiedendo al cittadino Prodi – che, per inciso, è anche il presidente del Consiglio italiano – di non riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso. Questa dovrebbe essere chiamata “ingerenza negli affari interni di uno stato estero” (altro che “colloquio privato”!), se soltqnto queste parole in Italia avessero ancora un senso.
Più scandaloso ancora è il fatto che Prodi rinunci, di fatto, a rispettare il carattere puramente privato della sua visita e, genuflettendosi davanti a Ratzinger, vesta nuovamente i panni istituzionali e gli suggerisca di dormire sonni tranquilli, ché tanto in Italia al massimo si arriverà al riconoscimento di un diritto individuale delle persone che fanno parte di unioni di fatto. Come dire: niente di niente. Prodi non poteva trovare miglior viatico per la prossima discussione delle proposte di legge in materia.
Inutile dire: in Italia si è sempre fatto così, ordinaria amministrazione. Interessa ancora a qualcuno il tema della laicità e della separazione tra Stato e Chiesa? No, dico, perché qui sembra che in gioco ci siano “solo” i diritti di gay e lesbiche – e questa sarebbe già di per sé una buona ragione per mobilitarsi – invece è il diritto di tutte e tutti all’autodeterminazione che viene quotidianamente irriso. Dal papa, certo, ma anche dal presidente del Consiglio. Centrosinistro. Italia, 2006.

Fonte: Têtu.
Antidoto: Facciamobreccia.

2 commenti:

disorder ha detto...

No, non interessa purtroppo :(
....e di nuovo oggi l'uomo in bianco ha parlato di amori deboli e contro natura.

Io invece ti faccio l'in bocca al lupo per la pratica-pacs, che (noto) le burocrazie italiana e francese non mancano di rendere difficoltosa...

Gabriele ha detto...

E difatti... vedi sopra!
Grazie per il tuo in bocca al lupo! In effetti ci sono novità sulle quali scriverò presto.