19 ottobre 2006

Papata 11 - Deviate!

Lo sapevo che l’iniziativa veronese della lobby vaticana sarebbe stata foriera di nuove papate, prevedibili quanto odiose. Interessanti i titoli di Repubblica.it e Corriere.it che citano Ratzi in modo del tutto concorde: “La Chiesa non è agente politico”. Ah, no? E allora via con le papate. E siamo alla numero 11.

- “La Chiesa non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica”, il che, tradotto, vuol dire più o meno: smettiamola con questa storia della Chiesa che detta legge, mica sediamo in Parlamento, noi! Abbiamo solo due o tre suggerimenti da dare al legislatore italiano e bisogna ascoltarci perché noi siamo buoni per definizione (non siamo forse i depositari della Verità?) e agiamo per il bene della comunità politica, cioè per tutti voi (smettete di pensare, siamo sufficientemente universali per gestire le vostre vite nel migliore dei modi).

- E infatti: “Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società non è della Chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilità”. Neanche il coraggio di assumersi le proprie responsabilità: noi dettiamo, i cattolici in politica e nella società civile agiranno per conto nostro. Di quale cosca avete detto che è il capo, questo Razzi?

- “Un cammino [...] per mantenere viva e salda la fede nel popolo italiano; una tenace testimonianza [...] di amore per l’Italia e di operosa sollecitudine per il bene dei suoi figli”: farci i fatti vostri, questo è il nostro mestiere. Lasciateci fare, bimbi.

- Allarme, perché “la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare”. Si arguisce che la libertà individuale non è un valore fondamentale, pertanto non è ad essa che ci si deve richiamare ma... a un’altra (alta) autorità alla quale, sì, tutti dovrebbero sottostare. Parla come se la libertà individuale potesse togliere qualcosa a qualcuno. Ci prende pure per fessi...

- La Chiesa non fa politica (ca-pi-to?!) ma lancia un grido d’allarme: con certe leggi si contraddicono principi e valori “radicati nella natura dell’essere umano”. Sarebbe bello un giorno non dico legarlo a una sedia, ma convincerlo ad accomodarsi e bersagliarlo di domande su che cos’è e che cosa non è naturale, fino allo sfinimento (suo). Esiste un’ideologia della natura, con la quale hanno sempre pensato di fregarci. Peccato che, spacciata per oggettiva, l’idea di natura sia intrinsecamente fascista, perché fa passare per legittimo e dunque applicabile, solo tutto ciò che qualcuno, in modo del tutto soggettivo, ha stabilito fosse naturale. Come si sa, infatti, ciò che può essere “naturale” (dunque ovvio, scontato, accettabile, legittimo,...) per me, può non esserlo per qualcun altro e viceversa. Il diritto evolve, registrando i cambiamenti sociali (talvolta provocandoli), la Chiesa, invece, resta dov’è: al fascismo.

- “La Chiesa contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato. A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato”. Ciò che è giusto... non sentite correre un brivido per la schiena? Da anteporre a individui, categorie e persino Stati: era in piena forma, oggi! Ma non è tutto...

- No alle “forme deboli e deviate di amore”, ma guai a interpretarlo come un gesto di chiusura! “In verità questi ‘no’ sono piuttosto dei ‘sì’ all’amore autentico”. Sentite odore di merda? È quella che vi ha appena gettato addosso, non preoccupatevi, un lavaggio a novanta gradi e la macchia se ne va.

Si attendono reazioni (stavo per scrivere “vibrate proteste”, ma dimenticavo che sto scrivendo in italiano). Mi viene solo in mente: combatti il tuo nemico, ogni giorno. E rimetti al papa la propria merda. Amen.
E se vi trovate dalle parti di Verona e pensate di rialzare la testa, c’è una bella iniziativa che porta il nome di Layca, organizzata da Facciamo Breccia. Ci andate anche per me?

Venerdì 20 ottobre 2006 dalle ore 10.00 - Fiera di Verona
Sit in - Salutiamo la nostra «ruina» promosso dal Coordinamento Naz. Facciamo Breccia in concomitanza con la chiusura ufficiale dei lavori della CEI e le conclusioni del cardinale Camillo Ruini.

Venerdì 20 ottobre 2006 ore 19.00 presso csoa La Chimica
Incontro con i redattori e presentazione della rivista «LiberaMente», luogo per il confronto e lo sviluppo di un pensiero libero, non conformista e non autoritario. A cura della Biblioteca G. Domaschi.

A seguire: cena eretica con i «Fornelli ribelli» della Chimica, accompagnata da parole, musiche e stornelli anticlericali a cura di Alessio Lega e Rocco Marchi.

Sabato 21 ottobre 2006 alle ore 16.00 Sala Lucchi, Verona
conferenza dibattito promossa dal Coordinamento Naz. Facciamo Breccia
«Il nuovo progetto Vaticano di egemonia”
intervengono: Giorgio Galli, Lidia Menapace, Carlo Pauer Modesti, Facciamo Breccia.

Antidoto: Facciamo Breccia.

1 commento:

SacherFire ha detto...

è un po' che penso che in fin dei conti se alle elezioni si candidassero anche i preti almeno dopo avrebbero tutte le legittimazioni del caso (tranne dire che 'non sarebbero agenti politici'); solo un po' di chiarezza e di sincerità, non chiederei loro mica di essere santi ;-PPP