06 settembre 2006

Un messaggio dall'Iran

Il comunicato che ho tradotto e che riproduco qui di seguito è stato spedito esattamente un mese fa, il 6 agosto scorso, a tutti gli abbonati di MAHA, la rivista elettronica gay, lesbica, bisessuale e transessuale iraniana. È firmato dai redattori della rivista stessa, nata nel 2004 in forma cartacea e oggi distribuita in formato pdf. Io l'ho trovato sul blog del giornalista statunitense Doug Ireland; siccome mi pare che non abbia avuto molta eco in Italia, lo rilancio più che volentieri.
Particolarmente interessante mi sembra il passaggio nel quale i redattori di MAHA si dichiarano contrari a ogni guerra contro il loro Paese (l'ho messo in neretto). È un comunicato che dovrebbero leggere tutte quelle persone convinte che i principi democratici possano essere esportati a suon di bombe e che parlano sempre in nome dei popoli oppressi, dando però l'impressione di ascoltarli pochino.
Dopo la mia traduzione, il testo originale in inglese.

DAI REDATTORI DI MAHA
Notiamo alcune divergenze di opinione nel movimento internazionale di lesbiche, gay, bisessuali e transgender sul modo migliore per sostenere le persone LGBT in Iran. Ci piacerebbe esprimere il nostro punto di vista e crediamo che gran parte dei nostri lettori condivida la nostra opinione. La società iraniana si è sviluppata nonostante l’oppressione. La domanda di democrazia e di diritti umani sta crescendo nel nostro paese.
Crediamo che i diritti umani delle donne iraniane, degli studenti, dei lavoratori e delle persone LGBT non siano un fenomeno occidentale ma aspetti dei diritti umani universali e che siano importanti per la libertà umana, la dignità e la realizzazione di sè in Iran e nel resto del mondo.
Nonostante tutte le nostre difficoltà e i pericoli, la comunità LGBT iraniana sta diventando sempre più informata e sta esprimendo la sua domanda di diritti umani. Ci identifichiamo come persone LGBT e vogliamo le stesse libertà che le persone LGBT desiderano in tutto il mondo.
Non lasciate che nessuno dica che non esiste un’oppressione omofoba in Iran. Ogni persona LGBT iraniana è una potenziale vittima di arresto, prigionia, fustigazione ed esecuzione. Per evitare un destino simile, è necessario condurre una doppia vita e nascondere la propria sessualità. Anche se ci sono feste e riviste gay segrete, siamo tutt* a rischio. La più grande discrezione è il solo modo per tenere lontan* molt* di noi dalle galere delle autorità – se non peggio.
Ogni controversia sulle ragioni dell’esecuzione di Mahmoud e Ayaz a Mashhad nel luglio scorso [luglio 2005, n.d.t.] non cambia il fatto che l’esecuzione di uomini e donne che hanno relazioni sessuali con persone dello stesso sesso, è obbligatoria nel codice penale iraniano.
Per la precisione, crediamo che i due adolescenti siano stati impiccati a causa della loro omosessualità. Si sa bene che le autorità accollano false accuse alle vittime che poi condannano a morte. Invitiamo tutt* a non prendere mai per buone le accuse riportate dalle corti e sui giornali. Non sono veritiere. Nel luglio scorso, per esempio, un programma televisivo della BBC in Inghilterra ha mostrato in che modo le autorità iraniane hanno costruito delle false accuse contro Atefah Sahaaleh, che era stata uccisa a Neka nel 2004 per “crimini contro la castità”. Le corti iraniane hanno anche mentito sulla sua età, sostenendo che aveva 22 anni all’epoca della condanna a morte. In effetti ne aveva solo 16 – era minorenne, come Mahmoud e Ayaz.
Esprimiamo il nostro apprezzamento e la nostra ammirazione per gli sforzi congiunti ovunque nel mondo il 19 luglio per dare sostegno alle persone LGBT iraniane, contro l’oppressione omofoba e tutte le esecuzioni in Iran. Questi sforzi hanno dato a noi LGBT iranian*, speranza e ispirazione. Fa bene al nostro morale sapere che la gente in altri paesi si occupa di noi e preme sulle autorità iraniane per fermare la loro persecuzione omofoba.
Alcune autorità iraniane di primo piano hanno condannato pubblicamente le relazioni e il matrimonio fra persone dello stesso sesso, in seguito alle proteste dell’anno scorso contro le impiccagioni di Mashaad.
Ciò dimostra che le vostre proteste hanno qualche effetto.
Le autorità di Teheran sono preoccupate della cattiva pubblicità che stanno dando in tutto il mondo.
Per favore, non fermatevi. Le proteste internazionali sono utili e noi sollecitiamo tutti i gruppi in tutto il mondo a lavorare insieme per il bene comune delle persone LGBT iraniane.
C’è un’attività crescente delle persone LGBT iraniane, tanto all’interno che all’esterno dell’Iran, per informare la gente sulla diversità sessuale e il rispetto per l’orientamento sessuale degli individui. La nostra rivista elettronica fa parte di questo processo.
La comunità LGBT iraniana in esilio gioca un ruolo importante nella battaglia per i diritti LGBT in Iran. Crediamo che unità e cooperazione tra tutt* gli/le attivist* LGBT iranian* sia vitale e importante e noi sosteniamo questa unità.
I diritti LGBT sono parte dei diritti umani e saranno acquisiti in Iran con uno sforzo congiunto di tutt* gli/le iranian* per un Iran democratico e moderno. Il supporto internazionale alla battaglia di democrazia condotta all’interno dei confini iraniani, a ogni livello, è lodevole e utile.
Esprimiamo la nostra più forte opposizione a ogni intervento o azione militare contro il nostro amato paese, l’Iran. Non aiuterà la battaglia democratica qui ma rafforzerà soltanto la posizione dei capi religiosi conservatori. La guerra metterà fine alle possibilità di riforma. Le autorità userebbero il pretesto della “sicurezza nazionale” per sopprimere ogni dibattito e ogni dissenso, compreso il lavoro delle persone LGBT iraniane.
Nel nostro paese, le persone LGBT hanno bisogno di stringere alleanze con altri settori oppressi della popolazione che condividono il nostro impegno per la democrazia e i diritti umani. Sarebbe un errore concepire i diritti LGBT come separati dalla più vasta lotta umanitaria in Iran. L'isolamento del nostro movimento lo rmanterrebbe in uno stato di debolezza e marginalità. I diritti LGBT devono entrare a far parte della comune agenda democratica dell’Iran.
Crediamo che le persone LGBT iraniane abbiano bisogno di sostegno a ogni livello, tanto nazionale quanto internazionale – dall’ONU, dall’Unione Europea e dai governi nazionali, e dalle ONG per i diritti umani e dalle organizzazioni LGBT di tutto il mondo. Apprezziamo la vostra solidarietà.
La pressione internazionale sulle autorità iraniane a proposito dei diritti umani e dei diritti LGBT è utile e noi l’accogliamo con favore.
Dipingere i diritti degli/delle omosessuali in Iran unicamente come un fatto socio-culturale è nocivo per la nostra unità e per il successo della nostra lotta. Nella nostra visione, i diritti LGBT riguardano la giustizia sociale, culturale, economica, legale e politica. Non si può lottare per le persone LGBT e ignorare la discriminazione legale e il fatto che le autorità iraniane hanno fatto dell’orientamento sessuale un problema politico denunciando e dichiarando fuorilegge le relazioni tra persone dello stesso sesso, e punendo le persone LGBT con la prigione e la violenza, comprese le torture e l’impiccagione.
Non siamo d’accordo con chi sostiene che la questione LGBT in Iran sia un mero fatto culturale. I diritti delle persone LGBT sono anche un tema politico. La conquista dei diritti LGBT in Iran richiede un lavoro duro, tanto socio-culturale quanto politico – cambiare leggi e istituzioni, così come le opinioni e l’attitudine della gente.
Gli/le omosessuali iranian* sono oppressi dalle autorità. Ma in alcuni altri paesi musulmani, come il Libano e la Turchia, le persone LGBT possono formare gruppi propri, organizzare conferenze e pubblicare le loro informazioni. Questo mostra che una più ampia liberalizzazione è possibile in un paese musulmano.
Ecco perché noi crediamo fermamente che, nella situazione attuale, gli ostacoli principali ai diritti degli/delle omosessuali in Iran siano le leggi antiomosessuali. Ecco perché la rimozione della discriminazione contro le persone LGBT nel codice penale è essenziale. Aprirebbe la strada a un significativo miglioramento della vita delle persone LGBT cambiando la legge e rimuovendo la minaccia d’arresto e altri abusi. Abbiamo anche bisogno, per la guida del paese, di persone democratiche, riformatrici, che garantiscano il cambiamento del sistema educativo e dei media, affinché venga combattuto il pregiudizio omofobo e sia promossa la conoscenza e l’accettazione delle persone LGBT.
A causa dell’attuale repressione omofoba in Iran, non siamo in grado di esprimere apertamente la nostra domanda di diritti umani per le persone LGBT. Ecco perché la pressione della comunità LGBT internazionale sulle autorità iraniane, in segno di solidarietà con le persone LGBT iraniane, è ancor più essenziale e benvenuta.
Grazie per il vostro sostegno – MAHA

FROM THE EDITORS OF MAHA
We note some differences of opinion in the international lesbian, gay, bisexual and transgender (LGBT) movement about how to best support LGBT people in Iran. We would like to express our view, and we believe that a great number of our readers share our opinion. Iranian society has developed despite the oppression. The demand for democracy and human rights is growing in our country.
We believe that the human rights of Iranian women, students, workers and LGBT people are not western phenomenon but aspects of universal human rights and are important for human freedom, dignity and fulfilment in Iran – and everywhere.
Despite all our difficulties and dangers, the Iranian LGBT community is getting more and more informed and is expressing its demand for human rights. We identify as LGBT people and want the same freedoms that LGBT people worldwide want.
Let no one claim there is not homophobic oppression in Iran. Every LGBT Iranian is at potential risk of arrest, imprisonment, flogging and execution. Avoiding such a fate requires leading a double life and hiding one’s sexuality. Even though there are secret gay parties and magazines, we are all at risk. Great discretion is the only thing that keeps many of us from the jails of the authorities – and worse.
Any disagreement over the reason for the execution of Mahmoud and Ayaz in the city of Mashhad last July does not alter the fact that the execution of men and women indulging in same-sex relations is mandatory in the penal code of Iran.
For the record, we believe the two teenagers were hanged (left) because of their homosexuality. The authorities are well-known for pinning false charges on the victims they execute. We urge people to never take at face value the charges claimed by the courts and newspapers. They are not reliable. In late July 2006, for example, a BBC television programme in England exposed how the Iranian authorities made false allegations about Atefah Sahaaleh, who was executed in the city of Neka in 2004 for “crimes against chastity”. The Iranian courts even lied about her age, claiming she was 22 at the time of her execution. In fact, she was only 16 – a minor, like Mahmoud and
Ayaz.
We express our appreciation and admiration for the united efforts worldwide on July 19 in support of Iranian LGBT people, against homophobic oppression and all executions in Iran. These efforts gave us Iranian LGBTs hope and inspiration. It is good for our morale to know that people in other countries care about us and are pressing the Iranian authorities to halt their homophobic persecution.
Some prominent authorities here in Iran publicly condemned same-sex relationships and same-sex marriage, following last year’s international protests against the Mashhad hangings.
This shows that your protests are having an effect.
The authorities in Tehran are concerned about the bad publicity they are getting all over the world.
Please do not stop. International protests are effective and we urge all groups around the world to work together for the common good of LGBT Iranians.
There is growing activity by Iranian LGBTs, both inside and outside Iran, to enlighten people about sexual diversity and respect for individual sexual orientation. Our E-magazine is part of that process.
The Iranian LGBT community in exile plays an important role in the struggle for LGBT rights in Iran. We believe that unity and cooperation between all LGBT Iranian activists is vital and important and we advocate this unity.
LGBT rights are part of human rights and they will be achieved in Iran by a joint effort from all Iranians for a democratic and modern Iran. International support for the democracy struggle inside Iran, at every level, is laudable and helpful.
We express our strongest opposition to any military intervention or military action against our beloved county Iran. It will not help the democratic struggle here but only strengthen the position of the conservative religious hardliners. War would close down the opportunities for reform. The authorities would use the pretext of “national security” to suppress debate and dissent, including the work of LGBT Iranians
Within our country, LGBTs need to make alliances with other oppressed sectors of the population who share our commitment to democracy and human rights. It would be a mistake to see LGBT rights as separate from the broader humanitarian struggle in Iran. Isolating our movement would keep it weak and marginal. LGBT rights should be a part of the mainstream Iranian democratic agenda.
We believe that Iranian LGBTs need support at every level, both nationally and internationally – from the UN, EU and national governments, and from human rights, NGO and LGBT organisations worldwide. We value your solidarity.
International pressure on the Iranian authorities regarding human rights and LGBT rights is effective and we welcome it.
Portraying homosexual rights in Iran only as a socio-cultural issue is harmful for our unity and the success of our struggle. It is our view that LGBT rights are about social, cultural, economic, legal and political justice. One cannot fight for LGBT people but ignore discrimination in the law and the fact that the Iranian authorities have made sexual orientation a political issue by denouncing and outlawing same-sex relations, and by punishing LGBTs with imprisonment and violent abuse, including torture and
hanging.
We do not agree that the LGBT issue in Iran is purely a cultural matter. LGBT rights are a political issue too. Achieving LGBT rights in Iran demands hard work, both socio-cultural and political – changing laws and institutions, as well as changing people’s values and attitudes.
Iranian homosexuals are oppressed by the authorities. But in some other Muslim countries, like Lebanon and Turkey, LGBT people are able to form their own organisations, organise conferences and publish their information. This shows that greater liberalisation is possible in a Muslim country.
That is why, we strongly believe that in the current situation, the central obstacles against homosexual rights in Iran are the anti-homosexual laws. That is why the removal of discrimination against LGBT people in the country’s penal code is vital. It would pave the way for a significant improvement of LGBT people’s lives by changing the law and removing the threat of arrest and other abuses. We also need democratic, reform-minded people to lead the country and to secure changes in the education system and the media to combat homophobic prejudice and to promote understanding and acceptance of LGBT people.
Due to the current homophobic repression in Iran, we are unable to openly express our demand for LGBT human rights. That is why international LGBT pressure on the Iranian authorities, in solidarity with Iranian LGBT people, is most vital and welcome.
We thank you for your support – MAHA

Fonte: Direland.

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