10 settembre 2006

Ha detto "follia"?

Conosci il tuo nemico. Venerdì scorso Benedetto XVI ha tenuto a far conoscere, una volta di più, le sue posizioni contro l’aborto e il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Davanti ai vescovi canadesi riuniti in udienza in Vaticano, ha affermato: “In nome della tolleranza, il vostro paese ha commesso la follia di ridefinire il concetto di sposi e, in nome della libertà di scelta, si trova ad affrontare la distruzione di bambini non nati”. Più tardi, rivolgendosi all'ambasciatore cileno presso la Santa Sede, ha raccomandato ai dirigenti politici cattolici di non “sacrificare i principi dell’etica naturale alle effimere evoluzioni della società e ai sondaggi d’opinione”.
Per chi si fosse incautamente distratto, ecco la rassegna delle sue prese di posizione omofobe, limitata alle sole dichiarazioni pronunciate dalla sua elezione al soglio pontificio. Le “papate”, insomma.

1) 31 maggio 2005. “Conformemente ai piani di Dio, il matrimonio e la famiglia sono insostituibili e non ammettono nessun’altra alternativa. [...] L’alleanza nel matrimonio, attraverso la quale l’uomo e la donna costituiscono un’unione per tutta la vita, volta per sua natura al bene dei congiunti e alla generazione e all’educazione dei figli, è il fondamento della famiglia, patrimonio e bene comune dell’umanità”. Lo scrive in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio pontificale per la Famiglia, Alfonso López Trujillo.

2) 6 giugno 2005. Chiesa di San Giovanni in Laterano. Denuncia “le forme moderne di dissoluzione del matrimonio come le unioni libere e il pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Ma quanto sarai pseudo tu, benedetto uomo!

3) 17 giugno 2005. Questa volta ce l’ha con la Svizzera. In una lettera all’ambasciatore del paese delle colline verdi, delle mucche viola, degli orologi, delle banche e delle famose guardie, scrive: “Sotto la pressione congiunta dei progressi tecnici e della volontà di una parte dell’opinione pubblica, nuove leggi sono state proposte in molti campi che riguardano il rispetto della vita e la famiglia”. Nel mirino: le leggi sull’aborto e l’approvazione dei PaCS.

4) 4 ottobre 2005. In versione vendicativa. Alcuni vescovi riferiscono che Benedetto XVI vorrebbe scomunicare non solo le coppie dello stesso sesso, ma anche i politici che le difendono. Sta forse pensando al primo ministro canadese Paul Martin, al primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero e a molti esponenti olandesi e fiamminghi cattolici favorevoli all’uguaglianza dei diritti. Che paura! Del resto, il parlamento olandese, che non è esattamente quello italiano, reagisce duramente ricordando che la chiesa è una cosa e lo Stato un’altra. Elementare, Romano.

5) 29 novembre 2005. Da qualche mese, dopo che The Observer ha pubblicato alcune indiscrezioni, si sa che il nostro sta redigendo un documento per escludere i gay dal sacerdozio. Adesso il testo viene finalmente reso pubblico: vi si afferma che i gay si trovano “in una situazione che è di grave ostacolo a delle relazioni corette con gli uomini e le donne”. Sono esclusi dal sacerdozio non solo coloro che abbiano rapporti omosessuali, ma anche chi manifesta “tendenze omosessuali profondamente radicate” oppure chi sostiene la “cultura gay”. Reazioni scandalizzate, anche nello stesso mondo cattolico.

6) 12 gennaio 2006. Le elezioni politiche in Italia si avvicinano e Ratzi non perde tempo. Mentre si prepara una manifestazione a favore dei PaCS davanti all’ambasciata francese a Roma, dichiara: “È un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio attribuendo ad altre forme di unione dei riconoscimenti giuridici la cui esigenza sociale non rappresenta una vera realtà”. Papale! E ascoltato, purtroppo.

7) 11 maggio 2006. New entry: l'“amore debole”. “La comunione tra vita e amore, rappresentata dal matrimonio, diventa un bene autentico per la società. La necessità di evitare la confusione con altri tipi di unioni fondate su un amore debole diventa oggi particolarmente urgente”. È la versione insultante. Viene poi quella più professorale, cattedratica: “La differenza sessuale tra il corpo di un uomo e quello di una donna non è un semplice dato biologico, ma ha un significato più profondo: essa esprime quella forma d’amore con la quale l’uomo e la donna, divenendo una carne sola, possono realizzare un’autentica comunione di persone aperte alla trasmissione della vita e cooperare così con Dio alla generazione di nuovi esseri umani”. La Coop sei tu!

8) 20 maggio 2006. L’occasione è troppo ghiotta: il ricevimento del nuovo ambasciatore di Spagna in Vaticano, davanti al quale ribadisce “il diritto a nascere, a formare e a vivere in una famiglia, senza che questa sia soppiantata o sminuita da altre forme o istituzioni differenti”.

Con le affermazioni di due giorni fa, dunque, siamo alla papata numero 9. Non ho contato le dichiarazioni dei porporati amici suoi, per questioni di tempo e di noia. Ma questo personaggio va seguito, non credete? Questo blog avrà sempre un occhio di riguardo per il capocomico.

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