10 aprile 2008

Grillini sindaco laico

Se fossi romano voterei Franco Grillini sindaco. Certo, non ho per niente apprezzato il presidente onorario di Arcigay quando ha portato quell’associazione sul terreno di un deleterio collateralismo nei confronti del partito nel quale lui militava e del quale era deputato, i DS. I risultati del basso profilo che Arcigay si era imposta rispetto alle rivendicazioni del movimento glbt sono sotto gli occhi di tutti: l’appoggio incondizionato offerto a certe forze politiche da parte di quella associazione ci ha portato ad ottenere un bel nulla, cosicché gay, lesbiche, bisessuali e transessuali italiani rimangono oggi fra i più discriminati in Europa.
Allora perché un voto a Grillini? Il mio sarebbe, sicuramente, un voto contro. Contro la destra. E contro il candidato sindaco del PD, quel Francesco Rutelli che, fin dal ritiro del patrocinio del comune di Roma al World Pride del 2000, in nome di un evidente opportunismo, ha sempre lavorato indefessamente per affossare qualsiasi possibilità di riconoscimento dei nostri diritti. Non tragga in inganno il fatto che l’Arcigay romana appoggia Rutelli anziché Grillini: è solo uno dei sintomi dello stato nel quale si trova quell’associazione. 
Il mio, tuttavia, sarebbe anche un voto dato in nome della laicità. Lo dico con tutta l’utopia di cui sono capace (e, credetemi, da queste parti non ne è rimasta molta): Grillini sindaco significherebbe porre finalmente un argine concreto alla prepotenza delle gerarchie ecclesiastiche che speriamo vengano, politicamente parlando, sloggiate dal comune di Roma e trasferite là dove è giusto che rimangano, cioè in Vaticano. La laicità dello Stato e dunque anche delle amministrazioni locali, cioè la loro indipendenza rispetto alle convinzioni religiose di qualsiasi tipo, è, con tutta evidenza, affare di tutti, non solo di chi appartiene alla comunità glbt. A questo proposito, in un’interessante intervista realizzata da Anellidifumo, tra le altre cose Grillini afferma: “La proposta di candidarmi a Roma mi è stata fatta dalla federazione romana del Partito Socialista in risposta alla candidatura del clericale Rutelli. L’ho accettata perché a Roma c’è un enorme malcontento tra i laici e nella Sinistra per l’alleanza al primo turno proprio con Rutelli. La mia candidatura assume così un forte valore simbolico: i laici e i sostenitori dei diritti civili possono finalmente contarsi ed essere protagonisti di una grande mobilitazione”. A me pare sufficiente, e a voi?

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5 commenti:

Spartacus Quirinus ha detto...

E perché un romano dovrebbe votare Grillini, bolognese ed avulso dai problemi della città? Per un presunto laicismo? Certo che se, come lui dice: "La mia candidatura assume così un forte valore simbolico: i laici e i sostenitori dei diritti civili possono finalmente contarsi ed essere protagonisti di una grande mobilitazione" come programma per la più grande città d'Italia,per inciso anche la capitale, mi sembra scarsino. Voto per Francesco, anche perché l'ho già votato e l'ho già avuto come sindaco!

Valerio ha detto...

Cara, passa un po' sul mio blog....trovarai una bella sorpresina :-)

disorder ha detto...

Che pena Pieroni, il suo spam, il suo post ridicolo e la sua maleducazione ("cara" dillo a tua sorella)

(scusa G., sul post non ho altro da commentare, sono d'accordo. Ma a volte le sberle virtuali certa gente se le cerca).

Gabriele ha detto...

@ Spartacus: nel link all'intervista di Anelli troverai i motivi per cui Grillini potrebbe essere un buon sindaco. Certo che a un piddino il tema della laicità deve sembrare proprio "scarsino". Benissimo, tieniti "Francesco". E Vartere, mi raccomando. Baci da Parigi.

@ Valeria. Nervosetta? Paura di non farcela al primo turno? La sorpresina qual era? "Tutta la Comunità LGBT appoggia Rutelli": ovvero come falsificare la più lampante evidenza.

@ Disorder. Pieroni è satira politica.

Anellidifumo ha detto...

Gabriele, mannaggia che sei già sposato e io quasi pure, sennò minimo minimo ti corteggiavo per la definizione data a Pieroni.