14 ottobre 2007

Meglio una passeggiata

Mi sono ripromesso di non spendere più di un misero minuto del mio tempo per la pagliacciata che “va in onda” oggi in tutta Italia e che porterà all’elezione di Veltroni a segretario del PD. Del resto, l’idea di andare a votare non mi ha mai nemmeno sfiorato: credo ci sia, infatti, un’incompatibilità evidente tra l’avere idee di sinistra (cioè, coi tempi che corrono, fare resistenza) e aderire al progetto clericale del PD. È la regressione della politica e soprattutto dell’elettorato italiano, che mi colpisce. Non sto insultando, constato. E, se proprio volete sapere perché non andare a votare, ecco le motivazioni di Elfobruno, che mi trovano sostanzialmente d’accordo.
Il problema è, semmai, cosa costruire dopo la nascita del nuovo partito democristiano, visto che anche la sinistra cosiddetta radicale, di radicale non ha proprio nulla e ha miseramente fallito il proprio compito.

1 commento:

Massimo ha detto...

Anch'io non ho votato: più che una libera elezione sembrava -ed ahimè è stato- un plebiscito napoleonico: avrebbero fatto prima ad indire una votazione per acclamazione o, se proprio ci tenevano alle schede, a fare come si faceva ai tempi del fascismo, che ti davano la scheda del SI in mano, e se volevi votare NO dovevi avanzare richiesta esplicita e motivata al seggio.

E purtroppo, spiace dirlo, ma la prossima volta che Berlusconi dirà che dall'altra parte c'è la nuova DC, non si potrà che dargli ragione...

Il dilemma a questo punto è il seguente: che fare? Votare sempre più a sinistra (sempre di meno, sempre meno forti), continuare a votare una cosa di sinistra (sempre meno di sinistra) perchè "comunque non dobbiamo far vincere quelli", o non votare affatto?

Io da qualche tempo propendo per l'ultima (triste) opzione, ma non vedo l'ora che qualcuno mi dia una valida alternativa.