07 maggio 2007

“Perché tanta violenza?”

Quello che è successo ieri sera, per quanto ho potuto vedere e capire io, trovandomi in una via limitrofa a piazza della Bastiglia, lo potete leggere nel mio post di ieri. Ecco tre foto di ciò che ho visto:

Oggi ho trovato tre testimonianze di persone che erano in piazza o nelle immediate vicinanze e hanno scattato delle fotografie molto belle, che vi consiglio vivissimamente di andare a vedere. Raccontano la stessa storia, con diverse sfumature.

Hugo
Il 6 maggio, qualche migliaio di persone si è dato appuntamento a piazza della Bastiglia per i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali. Alle 20, le stime ufficiali confemavano ciò che la maggioranza già aveva saputo da internet o dagli SMS: Sarkozy aveva vinto, con più del 53% dei voti. La tristezza ha lasciato il posto alla rabbia e infine alla violenza, alimentata da alcuni gruppi della sinista radicale e da anarchici.

Mikael Marguerie
I sostenitori di Ségolène royal hanno manifestato abbastanza pacificamente all’inizio. Alcuni erano più risoluti: “Vogliamo una rivolta!”.
Quando la tensione tra i manifestanti e la polizia è cresciuta, un piccolo gruppo di anarchici ha cominciato a lanciare delle bottiglie verso la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. Allora dei sanpietrini sono stati raccolti dalla pavimentazione di piazza della Bastiglia e la polizia ha provveduto a evacuare la piazza.
Poi la battaglia è proseguita nelle vie limitrofe e di tanto in tanto si è riaccesa nella piazza stessa, con l’incendio di una macchina e di una moto. Di nuovo è stato usato del gas lacrimogeno per soffocare gli attacchi dei manifestanti, dei rivoltosi. Allo stesso tempo, altri hanno organizzato dei piccoli sit-in [...]. Poco dopo, è stata eretta una barricata in un angolo di strada, ma la tensione è scemata.

Kalikimaka
Sono arrivata verso le 22,19, ora della mia prima foto, e non ho potuto vedere granché. L’accesso alla piazza era bloccato senza che nessuno forzasse le barriere. Nella piazza stessa, alcuni manifestanti non visibili di fronte allo spiegamento delle forze di polizia. Ai margini, qualche manifestante seduto in terra, altri in piedi, sperduti, dietro le file serrate dei militari tesi.
Non vedevamo niente... perché tanta violenza? Il deserto apparente era così grande a far risultare incomprensibile quello spettacolo.
Corre voce che tutto sia cominciato con un concerto di djembé improvvisato... utilizzando in parte le barriere ondulate, certo... un concerto che è stato presto caricato, scatenando slogan come “resistenza”, “baci, baci”, “giustizia da nessuna parte, polizia ovunque”... qualche grido e qualche lancio di bottiglie di birra.
Sì, qualcosa è stato rotto (una fermata dell’autobus e una macchina – della quale ci si domanda cosa ci facesse là) e qualche sanpietrino è stato divelto. Ma non è stato possibile vedere i casseurs. Non dovevano essere molto numerosi. Tutto questo spiegamento militare, tutte queste bombe lacrimogene, tutti questi furgoni per tirare su la gente, erano veramente necessari per fermarli? Davvero non c’era un’altra soluzione piuttosto che ingaggiare una prova di forza?
Apprendo da Liberazione che c’erano tra 200 e 300 estremisti. E sia, posso crederci anche senza averli visti. Quello che ho visto, io, sono i ranghi serrati degli uomini vestiti di nero, volti duri, alcuni dei quali altrettanto sperduti...
Tutto intorno alla piazza, i delusi. I delusi dei risultati delle elezioni che vorrebero solo condividere la loro tristezza, delusi che trovano conferma della loro delusione in quello spettacolo. Al contrario di quello che succede di fronte, dove regna una grande calma e il desiderio di prendere la parola. Neanche noi eravamo numerosi, abbiamo parlato con i CRS [Compagnie Républicaine de Sécurité, qualcosa di simile al Reparto Celere italiano]. Abbiamo cercato di capire e di negoziare per riportare un po’ di pace. Ma sapevano perché erano là e ciò che difendevano? Minacce di attentati, sembra. [...]
Quando ho provato a lasciare la piazza andando in via Faubourg Saint Antoine, mi sono ritrovata stretta tra due file di corazze con casco. Ho detto loro che mi stavano impedendo di andar via. Per tutta risposta ho ricevuto una spruzzata di gas lacrimogeno a una ventina di centimetri dagli occhi per obbligarmi ad imboccare l’entrata del metrò. Cosa che ho fatto, col viso che mi bruciava.
Ho lasciato dietro di me una decina di persone sedute in terra che gridavano “baci, baci”. Da una parte e dall’altra, dei camion disposti in modo da occupare tutta la carreggiata e decine di CRS barricati a gruppi di tre dietro i loro scudi trasparenti.
Ecco quello che ho visto... e oggi sono triste.

Foto (Staou): dall’alto in basso, rue de la Roquette invasa dai lacrimogeni; barricata in boulevard Richard Lenoir; un ferito in piazza della Bastiglia.

1 commento:

Morris ha detto...

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