20 settembre 2006

Un incontro mancato

Una discussione che degenera sotto i miei occhi e l’impossibilità, per me, di farci qualcosa. Poi un gran silenzio e il pensiero di un’incomunicabilità orrenda. Scomoda, soprattutto ieri sera: una cena insieme dopo settimane, dopo che la ferita non rimarginabile è comparsa nella sua vita.
Nel silenzio la certezza che le cose che avrei forse voluto dirgli davvero, hanno evitato di transitare dall’interno verso l’esterno della mia bocca. Invece le ho deglutite insieme al vino. E mi chiedevo se stesse provando la stessa sensazione, se per caso non stessimo recitando diligentemente, insieme ai nostri due complici, il nostro ruolo nel Grande Diversivo, la tragicommedia messa in scena a un solo scopo: preservarci tutti dal suo dolore.
Mi dispiace per questa stupida mancanza di coraggio. E me ne vergogno anche un po’.

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