14 settembre 2006

Arrestato il segretario di Gay Albania

Il 17 agosto scorso la polizia di Tirana ha arrestato il segretario dell’associazione Gay Albania Society, Naser Saidik Almalak, insieme ad altre tre persone, tra cui un diciottenne. Secondo le forze dell’ordine, i quattro sono stati fermati per atti osceni in luogo pubblico.
La notizia è filtrata appena ieri, secondo ciò che ho potuto apprendere consultando internet, grazie a un comunicato diffuso dall’Albanian Human Rights Group (Grupi Shqiptar i të Drejtave të Njeriut, in albanese), il quale ricorda che la detenzione immediata è possibile solo in caso di flagranza di reato. Tuttavia, le forze dell’ordine non avrebbero fornito alcuna prova che quest’ultimo sia effettivamente avvenuto.
Nel comunicato dell’AHRG non si precisa la durata della permanenza in prigione inflitta ai quattro, tuttavia non dev’essere stata breve, dal momento che gli arrestati sono stati assegnati più volte a differenti celle e che uno di loro ha anche tentato il suicidio a causa delle cattive condizioni di detenzione.
L’omosessualità, che in precedenza era punita con 10 anni di carcere, è stata depenalizzata nel 1995, ma la società albanese resta in gran parte ferocemente omofoba. L’AHRG denuncia “il comportamento e il trattamento discriminatorio delle forze di polizia” verso gay e lesbiche ed esprime “la propria opposizione a ogni violazione dei diritti legali individuali”.
Di questi abusi era rimasto vittima lo stesso Naser Almalak, quando, il 7 aprile 2001, era stato malmenato da quattro uomini della Guardia Repubblicana a causa della sua omosessualità. Secondo una commissione internazionale di giuristi, nuovi insulti e minacce da parte di altri membri della Guardia Repubblicana erano giunti in seguito, quando Naser Almalak aveva osato protestare per il trattamento subito.
In Albania la repressione antiomosessuale sembra ben radicata ovunque, sul lavoro, nell’amministrazione pubblica, in famiglia. Ed è stata proprio l’omofobia a spingere il presidente di Gay Albania Society, Bashkim Arapi, a togliersi la vita il 17 agosto 2002, con una dose di veleno.

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